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giovedì 4 febbraio 2010

Concorso letterario "Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”

Edita Srl, società di servizi editoriali, indice la IIa edizione del concorso letterario “Corto-testo”. Dopo il successo del 2005 di ”Corto-testo. Istantanea sulla tua città”, il concorso viene riproposto anche per il 2009-2010. Quest’anno il tema scelto è “Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”.

Il progetto editoriale vuole essere innanzitutto uno strumento di valorizzazione della cultura italiana e in particolare di quella pugliese che, grazie alla posizione geografica della regione e alle vicende storiche succedutesi nel corso dei secoli, rappresenta un patrimonio di inestimabile valore da rivalutare e salvaguardare con continue e sempre più incisive attività. Con questo concorso si invita a descrivere monumenti, personaggi leggendari o storici, miti, leggende e itinerari di una città o di un borgo pugliesi, facendoli diventare protagonisti o sfondo di una storia immaginaria o verosimile.

La partecipazione è aperta a tutti i cittadini dei paesi appartenenti alla comunità europea. La scadenza del concorso è fissata per il 30 giugno 2010.

Sono ammessi al concorso i racconti in lingua italiana, purché inediti, che hanno per oggetto il tema: Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo. Si concorre con una o più opere di una lunghezza massima di 16000 battute (spazi e punteggiatura inclusi). I racconti non devono contenere disegni, grafici o illustrazioni di qualunque tipo.

Gli elaborati presentati saranno valutati a insindacabile giudizio da un comitato di lettura interno e successivamente da una giuria composta da esponenti del mondo accademico, del mondo della cultura e dello spettacolo e da professionisti del settore editoriale.

Il regolamento e la scheda di partecipazione sono scaricabili su Editaonline.

martedì 19 gennaio 2010

il piccolo principe


Gli incontri che arricchiscono la vita

di Gianluca Matarrelli

«Ecco il mio segreto. È molto semplice:
non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi»


“Il Piccolo Principe”, il più famoso libro di Antoine de Saint-Exupéry, continua a emozionare i lettori di tutte le età per la sua poetica semplicità e per la profondità dei suoi contenuti. Tra le pagine più famose, spiccano senza dubbio quelle che descrivono l’incontro tra il protagonista e una volpe selvatica. Il lettore è indotto a riflettere sul valore e sull’importanza dell’amicizia e dell’amore, che sono il sale dell’esistenza umana.
La nostra vita acquisisce sapore solo quando c’è qualcuno che la arricchisce con le sue premure, la sua presenza, con “riti” quotidiani che pian piano ci “addomesticano” fino a che non possiamo più fare a meno dell’altro. Una condizione, quest’ultima, che è gioia e tormento allo stesso tempo.

L’incontro tra i due personaggi

Il piccolo principe, trovandosi su un pianeta completamente diverso da quello d’origine, è triste e solo. Ha assolutamente bisogno di amici e pensa di poterne trovare tra gli uomini. Incontra una volpe, a cui chiede subito di giocare. L’animale rifiuta la sua proposta perché non è addomesticata. Anche la volpe, però, ha bisogno di legarsi a qualcuno e, per questo motivo, chiede al Piccolo Principe di addomesticarla. Il protagonista accetta e riesce a creare un legame di amicizia con l’animale seguendo i consigli dello stesso.
I due rimangono insieme fino al giorno della partenza del Piccolo Principe. La volpe è triste, ma non è pentita di essere stata addomesticata, perché, grazie all’amicizia, la sua vita, un tempo monotona, adesso ha un nuovo senso e cose che un tempo per lei non avevano alcun valore, come il colore del grano, adesso hanno acquisito un significato perché le ricorderanno per sempre il suo amico. Anche la vita del Piccolo Principe è più ricca: non solo egli ha trovato una nuova amica, ma ha anche compreso che i legami affettivi rendono gli esseri viventi unici e ha capito il valore inestimabile della sua amica lontana, la sua rosa.
Ci sono tante volpi, tante rose, ma una sola è la volpe importante per lui, una sola la rosa che gli sta a cuore.

Cosa vuol dire “addomesticare” qualcuno
«“Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami’...”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”».
Per addomesticare qualcuno, non bisogna essere frettolosi. Sono necessarie molta pazienza e molta attenzione all’altro. Conviene dosare le parole, che spesso «sono una fonte di malintesi». Ed è utile creare dei “riti”, ossia appuntamenti, consuetudini, ricorrenze fisse, in modo tale che chi ne beneficia non ne possa fare più a meno. Addomesticare significa creare dei legami per la vita. «Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato».

Approfondimenti
Per saperne di più

- Antoine de Saint-Exupéry - Biografia.

- Il piccolo principe: cap. 21.

Questo articolo è tratto da Ripensandoci

lunedì 25 maggio 2009

mercoledì 20 maggio 2009

Evaluna Lecce Libreria presenta “Mai più scema” di Elisa Albano

Si terrà presso la Libreria Evaluna la presentazione del libro ''Mai più scema''. In questa seconda edizione, Elisa Albano approfondisce le tematiche già affrontate dedicando maggiore spazio all’analisi dei fattori condizionanti che spingono gli individui verso atteggiamenti e comportamenti distruttivi o autodistruttivi.

Con linguaggio colloquiale e accattivante, l’autrice propone semplici linee metodologiche per raggiungere un livello di autocoscienza utile a mettere in atto una vera e propria rieducazione personale, per riguadagnare autostima, correggere un ruolo perdente e acquistare o recuperare il dominio della propria vita relazionale e professionale.

''Dalle trappole alla vita eccellente'' recita il sottotitolo. Le trappole sono quelle che ci tendiamo da soli restando imprigionati in vecchi schemi infantili autolimitanti, o cadendo più o meno inconsapevolmente nella rete di rapporti malsani alimentati dalle nostre ed altrui fragilità. La vita eccellente è quella che possiamo realizzare individuando potenzialità e obiettivi che esprimono in pieno la nostra personalità rendendoci sereni e appagati.

Tra i due estremi si colloca un percorso accessibile e non troppo complesso da seguire, se ben guidati. Basta volerlo. Questo libro è come una mano amica che accompagna nella conoscenza di sé e del proprio valore.

L’evento si terrà:

sabato 13 giugno
ore 19.30
c/o sala Museo Faggiano - Lecce

giovedì 14 maggio 2009

Luisa Muraro presenta il suo ultimo libro “Al mercato della felicità.La forza irrinunciabile del desiderio”


“Come non cedere sui desideri quando il confronto con la realtà sembra perdente?”, è la domanda del libro con il quale Luisa Muraro torna a riflettere su un tema classico della filosofia: la ricerca della felicità nel mondo moderno.

In un momento in cui un uomo o una donna, appena si muovono, trovano muri da ogni parte, è forte la tentazione di cedere sui desideri e di rassegnarsi all’angustia della propria inconsistenza.In una società e in una cultura che non restituisce valori e senso di sicurezza, in una vita metaforicamente associata al “mercato” come la Muraro titola il suo libro traspare comunque l’idea che il reale non resta indifferente al desiderio, alla volizione e alla passione.
Anche in questo libro, appare sullo sfondo silenziosa ma carica di significato la figura della donna: una docile vecchietta che con il proprio “fare” si farà metafora di virtù e sentimenti che nella contemporaneità non trovano conferma.

La Muraro, infatti, è stata tra le fondatrici della Libreria delle Donne di Milano (1975) e della Comunità filosofica Diotima (1984) e ha lavorato al concetto della differenza, favorendone la divulgazione e contribuendo a renderlo imprescindibile anche nel dibattito politico e filosofico italiano.

Il “Centro Studi G.A. Roggerone e A.Prontera” organizza, nell’ambito della manifestazione “Incontro con l’autore”, la presentazione dell’ultimo libro di Luisa Muraro: “Al mercato della felicità. La forza irrinunciabile del desiderio” pubblicato dalla casa editrice Mondadori.

L’evento si terrà il 15 Maggio 2009 alle ore 17,00 presso il Monastero della Benedettine a Lecce.

All’incontro saranno presenti l’autrice e alcuni docenti dell’Università del Salento; al termine della presentazione vi sarà un dibattito.

mercoledì 13 maggio 2009

"Il secondo sesso" compie 60 anni. Il Comitato Pari Opportunità organizza un seminario

«Donne non si nasce, si diventa».

È una delle più celebri frasi di Simone de Beauvoir, forse l’affermazione che meglio sintetizza le sue ricerche, i suoi studi di genere, che sono approdati nel 1949 nel suo libro più famoso “Il secondo sesso”. La reazione dell’opinione pubblica e degli intellettuali fu immediata: successo e scandalo.

«Ebbi una rivelazione: questo mondo era maschile, – scriveva – la mia infanzia era stata nutrita da miti forgiati dagli uomini, e io non avevo reagito come se fossi stata un ragazzo. Mi appassionai tanto da abbandonare il progetto di una confessione personale, per occuparmi della condizione femminile in generale». A 40 anni Simone de Beauvoir scopre l’esigenza di analizzare l’essere donna.

Il Comitato Pari Opportunità organizza un seminario in occasione dei cento anni dalla nascita della scrittrice francese, “Rileggendo Simone de Beauvoir a sessant’anni della pubblicazione de ‘Il secondo sesso’”. La tavola rotonda avrà luogo il 14 maggio 2009, alle ore 9.30, presso l’aula SP7 dello Sperimentale Tabacchi a Lecce.

Il seminario si svolgerà secondo i seguenti interventi:
- La scrittura e la vita
Patrizia Guida, Università del Salento
- Simone de Beauvoir e la Russia
Gloria Politi, Università del Salento
- La passione della scrittura
Loredana Magi, Università del Salento
- Da Simone de Beauvoir ad oggi, passando per Carla Lonzi
Antonella Masi, Centro di documentazione e cultura delle donne, Bari
- Narrare è già politica
Marisa Forcina, Delegata del Rettore alle Pari Opportunità
- Simone de Beauvoir e la Polonia
Alizia Romanovic, Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.

venerdì 8 maggio 2009

Lecce: inaugurazione “Evaluna”, la “Libreria Delle Donne”

Sabato 9 maggio - ore 19.00, sarà inaugurata “Evaluna, la “Libreria Delle Donne” presso le Sale “Museo Faggiano” in via Ascanio Grandi56, a Lecce.

Nella serata inaugurale, l'artista Stefania Caiulo leggerà le sue opere “Tele poetiche” mentre il dolce suono dell'arpa celtica della musicista Sabrina Luciani farà da sottofondo al percorso poetico.

Siete tutti invitati: non mancate!

mercoledì 29 aprile 2009

La quadrilogia di Stephenie Meyer

Quando l’amore "proibito" supera ogni ostacolo

di Sara Foti Sciavaliere

Gli spiriti romantici e gli appassionati del “romance” non possono non rimanere che affascinati dalla saga di Stephenie Meyer: “Twilight”, “New Moon”, “Eclipse”, “Breaking Dawn”.
Quattro romanzi che hanno venduto – e vendono - milioni di copie nel mondo. Questa quadrilogia è diventata un fenomeno letterario, e non solo.

DiTwilight” è uscita, il 21 novembre 2008, la versione cinematografica e sembrerebbe che siano in procinto le riprese per “New Moon” che dovrebbe approdare nelle sale il prossimo inverno.Il film ha dato un ulteriore contributo a un successo che era già esploso. Addirittura, in Italia, come in altre stati, sono nate centinaia di community di lettrici, tra cui il fan club ufficiale: http://www.twilighters.it/.

La scrittrice è nata nel Connecticut nel 1973. All’età di quattro anni si trasferisce a Phoenix. Si laurea in letteratura inglese. Attualmente vive in Arizona con il marito e i tre figli. La Meyer sostiene che l’idea per la trama di “Twilight” le sia venuta in sogno, il 2 giugno 2003. La trascrizione del sogno è ora il capitolo 13 del libro. Con linguaggio semplice e schietto, dialoghi avvincenti e una narrazione in prima persona, l’autrice accompagna i lettori attraverso lo sguardo e le emozioni della protagonista, in una storia al confine tra realtà e leggenda.

Bella Swan lascia l’Arizona dove viveva con la madre - convolata a seconde nozze – per andare a vivere con il padre, sceriffo di Forks, la città “più piovosa” del Nord America. La ragazza che si ritiene piuttosto anonima e insignificante, attira però subito l’attenzione su di sé, appena mette piede a scuola. La nuova arrivata è pur sempre una novità. Nulla però sembra monopolizzare i pensieri di Bella quanto Edward Cullen. Pelle diafana, capelli color bronzo e occhi color miele, di una bellezza quasi irreale. Il ragazzo però sembra sfuggente e inaccessibile.
Nasce tuttavia un’amicizia che si trasforma in breve in un’attrazione travolgente. Un segreto però li separa. Lo stesso che li unirà indissolubilmente. Edward infatti è un vampiro. Il pericolo è in agguato: prova per Bella un doppio richiamo: da un lato, il sentimento incontenibile che non gli permette di allontanarsi da lei; dall’altro, il dolce aroma del suo sangue. Continuamente combattuto tra la sua natura di “mostro” – come egli stesso più volte si definisce – e la sorprendente forza dell’amore che nutre per la ragazza, si trova a difenderla da se stesso e da altri pericoli in agguato.
E tra le vicissitudini, il loro rapporto, libri dopo libro, si rafforza. Mentre in Bella matura la decisione di farsi “vampirizzare”, per poter condividere con Edward un’esistenza eterna.

A volte il ritmo della narrazione rallenta, lasciando la parola a Jacob Black, l’amico indiano di Bella – personaggio determinante nella vicenda -, ma la suspence è un elemento che permea i quattro romanzi per gli avvenimenti inaspettati che sconvolgono le regole degli umani e degli immortali.

lunedì 27 aprile 2009

I salotti letterari

Uno spaccato di vita sociale
e intellettuale creato
dalle donne per gli uomini

di Emanuela Boccassini

La totale mancanza di potere, ha fatto sì che la donna, a partire dalla fine ’600, si sia adoperata per ritagliarsi uno spazio proprio, nel quale mostrare le doti intellettuali e acquisire una cultura, fino a quel momento esclusivamente maschile.Tra la fine del XVII e il XIX secolo si svilupparono in tutta Italia i “salotti letterari”: luoghi di “formazione”, in cui si impegnavano per conoscere personaggi influenti, stringere “interessate amicizie” politiche utili alla carriera dei loro assistiti.

Le salonnièries riuscivano a sfruttare le abilità innate e quelle di strateghe per raggiungere i propri scopi. La protezione offerta ai giovani intellettuali, garantiva loro una funzione, ancora una volta, «rivolta al servizio e alla cura degli altri». Ma attraverso «l’enfatizzazione di virtù private», esse potevano diventare «figure di pubblica autorità».La padrona di casa, generalmente membro dell’élite (aristocratica o borghese), apparteneva saldamente al «contesto sociale e familiare» che costituiva parte del suo entourage salottiero. Questa figura univa un vasto, molteplice e composito gruppo di “visitatori”: per lo più disillusi e smaniosi giovani intellettuali alla ricerca di conferme, approvazione e possibilità d’inserimento nella società. Il salotto letterario, che può essere collocato a metà strada tra il familiare e il sociale, rappresentava un importante trampolino di lancio e un modo per attuare una «ricerca di sé».

Così la “salottiera”, che ospitava gli intraprendenti intellettuali, doveva mostrare doti “materne”. Si doveva occupare di loro proteggendoli, inserendoli nella società, aprendo le porte del successo e procurando, persino, un matrimonio conveniente. Naturalmente tutto ciò si svolgeva all’insegna di regole ben precise: quelle «dell’apprendistato mondano specifiche del salotto e della sua attività più importante, la conversazione». Attraverso questa si imparavano, infatti, autocontrollo, osservazione e buone maniere. La padrona di casa dirigeva questa «scuola di vita moderando le tensioni e prevenendo i contrasti». La donna, quindi, pur ricoprendo una posizione diversa da quella che l’aveva contraddistinta fino a quel momento, continuava a essere collocata all’interno di una “parte” che iniziava a sentire non adeguata.

«La donna assolve il ruolo di educatrice alla convivenza e alla civiltà: vale a dire favorisce l’inserimento del giovane maschio nel consesso sociale, permettendone l’armonia e l’equilibrio e sostenendone la realizzazione in quanto individuo tra gli altri individui». (Maria Luisa Betri ed Elena Brambilla , a cura di, “Salotti e ruolo femminile in Italia. Tra fine del Seicento e i primi del Novecento”, Marsilio, 2004).
La società le richiedeva ancora quelle caratteristiche tipicamente femminili, quali la gentilezza, la moderazione, la discrezione, la disponibilità, la bontà. Tuttavia, con eleganza e intelligenza, “tesseva” legami, “cuciva” rapporti utili e velava la sua «interferenza», in ambiti a lei non accessibili, con l’influenza, l’importanza e il prestigio (grazie agli uomini autorevoli e colti che ospitavano) conquistati proprio nei salotti. Qui, infatti, le donne riuscivano a ritagliarsi una fetta di indipendenza creando un intreccio di rapporti liberi. Tali riunioni erano l’unica occasione del “gentil sesso” «per scegliersi passatempi e, soprattutto, amicizie non convenzionali».

Ai salotti partecipavano anche altre donne, oltre la padrona di casa, ma la loro importanza era minore: i luoghi di conversazione preferivano un pubblico maschile. Le salonnièries, se da un lato occupavano una posizione di prestigio e privilegio, dall’altro sul piano familiare e sociale non avevano alcuna influenza. Il salotto svolgeva un ruolo fondamentale per la divulgazione di opere inedite attraverso la lettura. Nei tempi passati l’autore cercava l’approvazione del principe, cui era spesso dedicata l’opera. L’intellettuale aspirava al consenso di un pubblico variegato che rispecchiasse le vere esigenze e i gusti dei nuovi lettori – gli uomini comuni –. Si rivolgeva agli astanti per le modifiche da apportare al proprio lavoro, mentre si affidava al giudizio femminile per gli aspetti «emozionali».In genere nei salotti si leggevano opere «impubblicabili», quelle cioè bandite o per motivi politici o per censura. Oppure le notizie dal mondo per “sapere cosa succedesse al di là del mondo salottiero”.

Particolarmente attive furono le salonnièries durante il periodo del liberalismo e della rivoluzione italiana, nello sviluppare e diffondere le ideologie sovvertitrici e unificatrici. Sempre sfruttando il ruolo di madre, le salottiere presentavano la nazione come una grande famiglia in cui i giovani letterati erano chiamati a difendere l’onore e la patria.
«Se le donne, depositarie dei più sacri valori, estranee “per natura” alla sfera egoistica degli interessi e a quella della violenza ne benedicono le finalità, la guerra diventa santa: è infatti, guerra per il riscatto del focolare domestico e della propria stessa famiglia». (Maria Luisa Betri ed Elena Brambilla , a cura di, “Salotti e ruolo femminile in Italia. Tra fine del Seicento e i primi del Novecento”, Marsilio, 2004).

Da una lato le salottiere favorirono la consapevolezza di sé e dei propri diritti. Dall’altro non permisero però la nascita, nei salotti, di dibattiti e prese di posizione sulla “condizione femminile” (alcune protagoniste in questo senso si muovevano in maniera autonoma).

venerdì 24 aprile 2009

Mostra collettiva e tavola rotonda all'ex Conservatorio S. Anna - Lecce


Stasera alle 18,30 presso la Sala Conferenze dell'ex Conservatorio S.Anna si terrà la tavola rotonda sui "Percorsi di arte e letteratura dal XVI al XXI secolo". Interverranno al dibattito le giornaliste Pamela Serafino e Pompea Vergaro da moderatrice dell'incontro.

Poco più tardi, alle ore 20,00 sarà inaugurata la mostra collettiva "Finché morte non ci separi? Il matrimonio tomba dell'amore?".
Giovani artisti come Almadressa, Alemmanno Lucia, Erriquez Maria Antonietta, Del Tinto Michela, Legno Gabriella, Petarra Mimma, Sciurti Roberta, Stomeo Gianna, Vitti Rosanna esporanno le loro opere, esprimendo attraverso l'arte il loro punto di vista sulla tematica. La rassegna rimarrà aperta fino al 3 maggio 2009. È invitata tutta la cittadinanza.

martedì 23 dicembre 2008

Le mani e l'ascolto 2008 al Fondo Verri

Associazione Culturale Fondo Verri - Presidio del libro
presenta
Le Mani e l’Ascolto
26 dicembre 2008 – 6 gennaio 2009

Presentazione de “Le mani e l'ascolto” e le prime due serate

Si apre, venerdì 26 dicembre, con Livio Minafra ed Erica Mou, l'ottava edizione de Le mani e l'Ascolto, rassegna di suoni e di parole del Fondo Verri di Lecce, un appuntamento che si rinnova in occasione delle festività per il capodanno.
Libri, esperienze autoriali, ricerche sonore e visuali in una maratona di ascolti che avrà luogo e pubblico dal 26 dicembre al 6 gennaio sfruttando l'acustica della sala a botte che ospita dal 1999 il Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso a Lecce.
Il costante contatto con la scena creativa (musicale e letteraria) è una delle prerogative della storica associazione culturale leccese. “Le mani e l’ascolto” rinnovano il desiderio di costruire avventure sonore proponendo repertori che hanno il pianoforte come elemento di guida e di raccordo delle performance, pretesto di incontri, scambi, creazioni, in una tensione di ricerca che attraversa i generi, i modi d’espressione, l’arte con le sue con-fusioni esistenziali e con il rigore che interviene a fare stile, segno, lingua. I musicisti invitati quest'anno provengono da esperienze diverse: formazione classica, studi di conservatorio, rock – band, jazzisti, blues man, cercatori di suoni, cantautori.
Il programma si apre venerdì, 26 dicembre, alle 20.00, con il pianista Livio Minafra che presenta “La fiamma e il cristallo” performance in solo al pianoforte che è anche un compact disc pubblicato dalla notissima etichetta tedesca Enja. Sedersi al pianoforte e inventare, pensare, ricordare e perché no, nel mentre, anche giocare con gli oggetti e fischiare, cantare insieme agli 88 tasti. Una musica sfuggente e misteriosa Per sfuggente e misteriosa che sia, la musica del giovine pianista e compositore Livio Minafra potrebbe, in fondo, essere così definita: un'idea, o meglio, un concetto che ti balza subito in testa specie se lo ascolti meditando.
Segue alle 21.30, la cantautrice Erica Mou con “Bacio ancora le ferite”, disco d'esordio prodotto da Marco Valente creatore della casa di produzioni musicali “Auand” che è prendi, afferra, in dialetto barese. Raffinata come Irene Grandi, innovativa grazie alla tecnologia che le ha consentito di “campionare” i suoni appena prodotti sul palco e a cantarci sopra, tradizionalista come è solo chi riesce ad incantare il pubblico grazie ad un bicchiere di vetro vuoto fatto vibrare con la percussione di una bacchetta per tamburo.
Sabato, 27 dicembre, alle 20.00, la tastiera è affidata a Massimo Carrieri con “Seven” performance per piano solo. Massimo Carrieri è nato a Martina Franca, ha trentatre anni e qualcosa da dire e da dare con la musica. Le sue sono composizioni corpose, di quelle che lasciano trasparire il lavoro che esiste alla base, nelle fondamenta. Autore giovane, ma sufficientemente navigato, sgambettato dalla scarsa visibilità: sin qui. Perché assorbito da studi lunghi (di arrangiamento e orchestrazione, con Luís Bacalov), in Italia e anche all'estero (al Berkler College of Music di Boston, per esempio). Perché il ritorno alle origini (la Puglia, appunto) è un avvenimento ancora abbastanza giovane.
Segue la presentazione del libro giallo a cura di Alessandra Bianco e Teo Pepe di “Apri gli occhi” del giornalista Pino Ricco. Lo sappiamo, la frase "Apri gli occhi!" - a Bari può essere un semplice saluto, un incoraggiamento, un augurio, una battuta o anche una pesante minaccia e questo diventa per il protagonista del racconto, una vera e propria persecuzione! Cose che capitano alle nostre latitudini!
L'ottava edizione de Le mani e l'ascolto è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce, il Paese Nuovo e la società cooperativa “Nuova generazione” di Martano.

Il calendario degli altri appuntamenti

Domenica, 28 dicembre
ore 20.00, Irene Scardia con “I giorni del vento”, testi di Annamaria Amabile.
con la partecipazione di 'Vuaolè vocal quintet' e di Federica Siciliano
Poesia: Massimiliano Manieri presentazione del singolo "Delirio di Collirio"

Lunedì, 29 dicembre
ore 20.00, Mauro Tre pianoforte
ore 21.30, Ivan Davoli - Gian Luca De Rubertis in “Appunti per un ernia al disco”

Martedì, 30 dicembre
ore 20.00, Anna Maria Sabino Pasquale e Paolo Loperto concerto clavicembalistico
“Quattro mani e un clavicembalo”
ore 21.30, Domenico Protino con “La guerra dei trent’anni”

Venerdì, 2 gennaio
ore 20.00, recital-Lirico con Fernando Greco baritono, Adriana Martello soprano
Michele D’Elia pianoforte con “Arie e duetti da Donizzetti, Mozart, Rossini”
Libro: Vito Antonio Conte, “Frammenti di un interno” (romanzo anomalo), Luca Pensa

Sabato, 3 gennaio
ore 20.00, Claudio Prima organetto e voce, Emanuele Coluccia piano, Matteo Bortone contrabbasso, Maria Pia Romano poesie da "La settima stella"

Domenica, 4 gennaio
ore 20.00, Donatello Pisanello composizioni originali per liuto cantabile
Libro: Daniela Liviello “E madonne sorridenti”, Manni
ore 21.30, Irene Bello “Eneri” pianoforte e voce

Lunedì, 5 gennaio
ore 20.00, Paolo Loparco pianoforte, Maria Maringelli chitarra
Musiche da F. Liszt, F. Schubert, N. Jommelli, L. A. Koželuh, J. K. Vaňhal, A. Vivaldi
ore21.30, Raffaele Vasquez, pianosolo, Giusto il tempo di un cioccolatino

Martedì, 6 gennaio
ore 20.00, Concerto per Gabriela
Triace di Emanuela Gabrieli, Alessia Tondo, Carla Petrachi, Giorgia Santoro, Vito De Lorenzi, Adolfo La Volpe, Valerio Daniele
Ospiti: Luigi Bubbico e Stefano Cristante
Un concerto di raccolta fondi per aiutare Gabriela.
Gabriela è una bimba nata con dei problemi cerebrali a causa della mancanza di ossigeno al cervello. Per migliorare le sue condizioni di vita, ha bisogno di cure costose presso una clinica americana. I genitori stanno smuovendo il mondo per aiutare la loro piccola Gabriela e anche noi vorremmo contribuire a dare il nostro aiuto.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.aiutiamogabriela.it

Per info.fondoverri@tiscali.it 0832.304522

mercoledì 17 dicembre 2008

Diario di una Maiko di Bendia Miriam

Il libro approderà nei bookshop italiani martedì 3 febbraio 2009, ma in anteprima è stato disponibile durante la settima Fiera della Piccola e Media Editoria (presso lo stand della CASADEI LIBRI EDITORE).Si tratta di una data significativa nel calendario giapponese!Il 3 febbraio è il Setsubun: la fine dell’inverno.Il 4 febbraio è il Risshun: il primo giorno di primavera.I giapponesi sono soliti festeggiare il Setsubun e il Risshun come sefossero la celebrazione per la fine dell’anno e di Halloween nellostesso tempo.Esistono infiniti riti per prendere commiato dai dodici mesi passati,allontanando la sfortuna e gli spiriti malvagi: ma uno dei piùdivertenti, per loro, è senza dubbio quello di mascherarsi e colorarele vie di Kyoto.Tra le diverse parole per designare un fantasma, nella linguanipponica, la più rappresentativa è obake. Mettendo da parte ilprefisso onorifico (o-) resta infatti bake: qualcosa che si trasformae diventa altro prendendo una forma differente. Questa è la veraessenza di tali esseri, la mutazione.Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio dunque si festeggia il rito dell’Obake!Esso contagia inevitabilmente anche il karyūkai (geisha world)!Le geisha e le maiko, durante la notte del Setsubun, indossano lapropria maschera favorita e intrattengono i clienti, nelle insolitevesti, all’interno di tutti gli hanamachi.
fonte Loredana Lipperini

giovedì 11 dicembre 2008

Paolo Vincenti con il suo Danze Moderne (I Tempi cambiano) - Agave edizioni - a Sannicola
















Il nuovo libro di Paolo Vincenti, Danze moderne (I tempi cambiano) ( Agave Edizoni 2008 ), verrà presentato sabato 13 dicembre, presso il Centro Culturale di Via Oberdan, a Sannicola, nell’ambito della manifestazione nazionale “Ottobre piovono libri”. Questo libro si caratterizza come una sorta di parte 2 de L’orologio a cucù, pubblicato da Vincenti circa un anno fa. A giudicare dai sottotitoli dei due libri in questione, sembra proprio che l’autore stia compiendo un cammino umano ed artistico, con quella evoluzione-involuzione che ogni mutamento porta con sé. Infatti, se quelli de L’orologio a cucù erano good times, “bei tempi”, con Danze moderne, invece, i tempi cambiano, come il titolo di una famosa folk song di Bob Dylan, “times they are a’ changing”, posta in apertura del libro, ci ricorda. Anche Danze moderne si può considerare una specie di blob cartaceo, dove alle citazioni dai cantautori italiani più amati dall’autore, si uniscono i testi, alcuni in prosa e altri in versi, in una magma verbo-visivo apparentemente informe. Un filo conduttore però c’è, e viene individuato da Antonio Errico che firma la Prefazione: “Il tempo di Narciso” ( mentre a Maurizio Nocera sono affidate le conclusioni, nella sua Postfazione : “Danze di parole”). Il libro verrà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti alla serata, che si potrebbe definire come una performance totale, che comprenderà parole, musica, intrattenimento e recitazione. Infatti, mentre a relazionare sul libro, alla presenza dell’autore, saranno Stefano Donno e Carmen De Stasio, gli Amistade (ai quali si unirà lo stesso Vincenti) offriranno della raffinata musica dal vivo , mentre l’attore Antonio Calò leggerà dei brani tratti dal libro. E’ previsto un intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Sannicola, Danilo Scorrano.