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martedì 15 dicembre 2009

“Longitudine”



Un libro e una fiction raccontano una storica impresa della scienza

di Sergio D’Amico

Oggi, se vogliamo sapere dove ci troviamo, abbiamo i GPS, che ci rispondono subito, con un errore massimo di pochi metri. La cosa ci appare semplice. Ma non è sempre stato così. Fino a pochi secoli fa, soprattutto in mare, ci si poteva perdere, e rischiare di morire per inedia, o naufragando contro gli scogli.


Per questo motivo, nel 1714, il Parlamento britannico istituì un premio di 20mila sterline (10 milioni di euro attuali) per chi avesse scoperto come determinare la longitudine di una nave nell’oceano. Questo fondamentale evento nella storia della scienza e della navigazione è divenuto recentemente oggetto di un romanzo di successo e di uno sceneggiato televisivo.

Un arduo dilemma

Nel diciassettesimo secolo, con l’incremento progressivo dei viaggi oceanici, si pose, con drammatica urgenza, la questione di come determinare, con semplicità e sicurezza, la posizione di una nave in qualunque luogo sulla superficie terrestre. Tale problema, che consisteva nel determinare le due coordinate geografiche, latitudine e longitudine, presentava differenti gradi di difficoltà. Infatti, mentre per determinare la latitudine (la distanza dall’Equatore) bastava misurare l’altezza del Sole sull’orizzonte, conoscendo la data, per definire la longitudine (la distanza dal meridiano di riferimento, cioè la linea che unisce il Polo Nord con quello Sud, perpendicolare all’Equatore) non esisteva un metodo così elementare.

Due possibili soluzioni

Famosi astronomi, come Galileo, Cassini, Huygens, Newton e Halley, avevano cercato invano una soluzione, pensando che questa potesse risiedere nella misura delle posizioni dei corpi celesti, come la Luna, le stelle e i satelliti di Giove. Tuttavia, fu un orologiaio autodidatta, l’inglese John Harrison, stimolato dall’ingente premio in palio, a realizzare un cronometro, in grado di segnare sempre l’ora esatta, anche in presenza dei continui movimenti di una nave in alto mare. Di conseguenza, bastava che ogni nave fosse equipaggiata con un cronometro, regolato sull’ora del meridiano di Greenwich: un semplice confronto con l’ora locale avrebbe istantaneamente fornito la longitudine della nave.

Due grandi attori per due vicende umane

Nel 1999, la storica della scienza Dava Sobel pubblicò il romanzo “Longitude” (“Longitudine”, tr. it.), dove narrò la storia avventurosa dei quarant’anni di sforzi che furono necessari a Harrison non solo per costruire e perfezionare quel cronometro, ma per persuadere la comunità scientifica dell’efficacia del suo metodo. Visto il successo del libro, l’anno successivo la BBC realizzò una fiction, dove sono raccontate parallelamente le vicende umane e professionali di Harrison (interpretato da Michael Gambon) e di Rupert Gould (Jeremy Irons); colui che, due secoli più tardi, restaurò il cronometro originale. In entrambi i casi, va riconosciuto il merito di essere riusciti a prendere un argomento, di per sé ostico e specialistico, come soggetto per un’impresa narrativa; ottenendo un risultato sostanzialmente gradevole.

Approfondimenti

Bibliografia

- M. Cavedon, “Astronomia e navigazione”, in “Astronomia, alla scoperta del cielo”, vol. 5 Armando Curcio Editore, 1982.
- D. Sobel, “Longitudine”, BUR, Collana “La Scala”, 1999.

Sitografia
- Longitude, in The Internet Movie Database.
Pubblicato da Ripensandoci





giovedì 8 ottobre 2009

Le pratiche magiche indagate dall'antropologo Carlo Codacci-Pisanelli



di Lucia Buccarello

Mi sono imbattuta quasi per caso in questo testo scritto da un antropologo salentino doc, Carlo Codacci-Pisanelli. Leggendo la prefazione e la copertina mi sono lasciata affascinare da un mondo magico del quale non conoscevo nulla.
Il lavoro dello studioso è stato quello di ricostruire, attraverso, i racconti della tradizione orale contadina, un percorso che passando per il primo dopoguerra arriva fino ai giorni nostri e rivela un filo conduttore fra le antiche e le moderne pratiche magiche.
Le interviste compiute in un arco di tempo che va dal 1989 al 1992 ci riportano indietro nel tempo, rendendoci partecipi di uno spazio sospeso tra realtà e fantasia, dove ognuno, pur essendo libero di credere o meno alla magia, non può fare a meno di farsi coinvolgere dall’ atmosfera incantata di questo testo. Il libro scorre veloce, ben strutturato. L’autore non appare mai troppo lontano da coloro che intervista, ma neppure si fa mai coinvolgere più del dovuto.

La superstizioine sopravvive alla scienza

Codacci-Pisanelli si avvicina ai suoi informatori con la semplicità dell’indagatore attento che soddisfa, prima di tutto, un’esigenza di mera curiosità. Solo in un secondo momento, quando i racconti vengono riesaminati e snelliti, porta alla luce un vero e proprio trattato antropologico sul Salento.Il lavoro fatto dallo studioso è stato lungo e difficile, soprattutto per la ritrosia nel parlare e raccontare che ha incontrato durante tutto il percorso dell'indagine. Una difficoltà legata al potere ancora esercitato dalle superstizioni su molte persone, nonostante le scoperte della scienza siano sempre più precise. Molti intervistati hanno, infatti, preferito non rispondere o fare dei nomi convinti dal detto “non ci credo, ma…”.
Scorrendo il libro diviso in 3 capitoli ci si imbatte in un mondo di streghe, fattucchiere, macàre, macarie e stregoni che si pensava ormai superato, ma che invece ritorna prepotentemente a far parlare di sé.

Dalle fattuchiere ai contemporanei guaritori

Il soprannaturale nel corso dei tempi è andato incontro a numerose mutazioni, fino a raggiungere nei giorni nostri un rapporto speciale con pratiche più scientifiche come la pranoterapia.
Nel libro si narra di donne stravaganti vestite di bianco o di nero, in genere, vecchine che di notte uscivano raminghe dalle loro case. Donne capaci di trasformarsi in animali, soprattutto gatti, e di fare fatture e sortilegi per rabbia, invidia o vendetta; procurando in chi li riceveva stati di amnesia e malessere fisico/psicologico, che in taluni casi potevano condurre i malcapitati alla morte. Un mondo raccontato di generazione in generazione e che inevitabilmente può presentare delle lacune o, più spesso, delle esagerazioni.L’aspetto più interessante del libro risiede nel fatto che l’autore è riuscito a incontrare, maghi e guaritori ancora in attività sul territorio della provincia di Lecce. Dalla lettura integrale delle interviste - a volte anche riscritte in dialetto - si può notare come la cultura del magismo nel Salento sia rimasta quasi immutata, anche se sembrano essere cambiati gli operatori. Infatti, i guaritori incontrati dall’autore sono disposti, pur non allontanandosi troppo dalla tradizione, a modernizzare e aggiornare le pratiche terapeutiche.

Approfondimenti

Per saperne di più

I racconti sulle macàre (streghe) e sulle loro capacità sovrannaturali, sembrano appartenere a un patrimonio abbastanza antico della cultura folclorica del Salento, e generalmente si riferiscono a fatti accaduti in un periodo che potremmo collocare fra il 1920 e il 1950, anche se alcuni potrebbero avere origini più antiche.Numerosi sono i testi che raccontano o analizzano, più o meno scientificamente, il fenomeno della magia. Tra questi:
- E. De Martino, "La terra del rimorso", il Saggiatore, Milano, 1961.- A. M. Rivera, "Il mago, il santo, la morte, la festa", Dedalo, Bari, 1988.- M. Mauss, "Teorie generale della magia e altri saggi", Einaudi, Torino, 1965.- E. De Martino, "Sud e magia", Feltrinelli, Milano 1959.- E. De Martino, "Magia e civiltà", Garzanti, Milano, 1962.
Articolo tratto da Ripensandoci

mercoledì 29 aprile 2009

La quadrilogia di Stephenie Meyer

Quando l’amore "proibito" supera ogni ostacolo

di Sara Foti Sciavaliere

Gli spiriti romantici e gli appassionati del “romance” non possono non rimanere che affascinati dalla saga di Stephenie Meyer: “Twilight”, “New Moon”, “Eclipse”, “Breaking Dawn”.
Quattro romanzi che hanno venduto – e vendono - milioni di copie nel mondo. Questa quadrilogia è diventata un fenomeno letterario, e non solo.

DiTwilight” è uscita, il 21 novembre 2008, la versione cinematografica e sembrerebbe che siano in procinto le riprese per “New Moon” che dovrebbe approdare nelle sale il prossimo inverno.Il film ha dato un ulteriore contributo a un successo che era già esploso. Addirittura, in Italia, come in altre stati, sono nate centinaia di community di lettrici, tra cui il fan club ufficiale: http://www.twilighters.it/.

La scrittrice è nata nel Connecticut nel 1973. All’età di quattro anni si trasferisce a Phoenix. Si laurea in letteratura inglese. Attualmente vive in Arizona con il marito e i tre figli. La Meyer sostiene che l’idea per la trama di “Twilight” le sia venuta in sogno, il 2 giugno 2003. La trascrizione del sogno è ora il capitolo 13 del libro. Con linguaggio semplice e schietto, dialoghi avvincenti e una narrazione in prima persona, l’autrice accompagna i lettori attraverso lo sguardo e le emozioni della protagonista, in una storia al confine tra realtà e leggenda.

Bella Swan lascia l’Arizona dove viveva con la madre - convolata a seconde nozze – per andare a vivere con il padre, sceriffo di Forks, la città “più piovosa” del Nord America. La ragazza che si ritiene piuttosto anonima e insignificante, attira però subito l’attenzione su di sé, appena mette piede a scuola. La nuova arrivata è pur sempre una novità. Nulla però sembra monopolizzare i pensieri di Bella quanto Edward Cullen. Pelle diafana, capelli color bronzo e occhi color miele, di una bellezza quasi irreale. Il ragazzo però sembra sfuggente e inaccessibile.
Nasce tuttavia un’amicizia che si trasforma in breve in un’attrazione travolgente. Un segreto però li separa. Lo stesso che li unirà indissolubilmente. Edward infatti è un vampiro. Il pericolo è in agguato: prova per Bella un doppio richiamo: da un lato, il sentimento incontenibile che non gli permette di allontanarsi da lei; dall’altro, il dolce aroma del suo sangue. Continuamente combattuto tra la sua natura di “mostro” – come egli stesso più volte si definisce – e la sorprendente forza dell’amore che nutre per la ragazza, si trova a difenderla da se stesso e da altri pericoli in agguato.
E tra le vicissitudini, il loro rapporto, libri dopo libro, si rafforza. Mentre in Bella matura la decisione di farsi “vampirizzare”, per poter condividere con Edward un’esistenza eterna.

A volte il ritmo della narrazione rallenta, lasciando la parola a Jacob Black, l’amico indiano di Bella – personaggio determinante nella vicenda -, ma la suspence è un elemento che permea i quattro romanzi per gli avvenimenti inaspettati che sconvolgono le regole degli umani e degli immortali.

giovedì 11 dicembre 2008

Paolo Vincenti con il suo Danze Moderne (I Tempi cambiano) - Agave edizioni - a Sannicola
















Il nuovo libro di Paolo Vincenti, Danze moderne (I tempi cambiano) ( Agave Edizoni 2008 ), verrà presentato sabato 13 dicembre, presso il Centro Culturale di Via Oberdan, a Sannicola, nell’ambito della manifestazione nazionale “Ottobre piovono libri”. Questo libro si caratterizza come una sorta di parte 2 de L’orologio a cucù, pubblicato da Vincenti circa un anno fa. A giudicare dai sottotitoli dei due libri in questione, sembra proprio che l’autore stia compiendo un cammino umano ed artistico, con quella evoluzione-involuzione che ogni mutamento porta con sé. Infatti, se quelli de L’orologio a cucù erano good times, “bei tempi”, con Danze moderne, invece, i tempi cambiano, come il titolo di una famosa folk song di Bob Dylan, “times they are a’ changing”, posta in apertura del libro, ci ricorda. Anche Danze moderne si può considerare una specie di blob cartaceo, dove alle citazioni dai cantautori italiani più amati dall’autore, si uniscono i testi, alcuni in prosa e altri in versi, in una magma verbo-visivo apparentemente informe. Un filo conduttore però c’è, e viene individuato da Antonio Errico che firma la Prefazione: “Il tempo di Narciso” ( mentre a Maurizio Nocera sono affidate le conclusioni, nella sua Postfazione : “Danze di parole”). Il libro verrà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti alla serata, che si potrebbe definire come una performance totale, che comprenderà parole, musica, intrattenimento e recitazione. Infatti, mentre a relazionare sul libro, alla presenza dell’autore, saranno Stefano Donno e Carmen De Stasio, gli Amistade (ai quali si unirà lo stesso Vincenti) offriranno della raffinata musica dal vivo , mentre l’attore Antonio Calò leggerà dei brani tratti dal libro. E’ previsto un intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Sannicola, Danilo Scorrano.

martedì 9 dicembre 2008

Maurizio Nocera e il suo Labirinto Metrico per le Edizioni Ravello

Maurizio Nocera, come sempre tenta di stupire sia per la singolarità delle sue proposte editoriali, sia per i contenuti delle opere che sovente in prima persone redige e cura. Come in questo caso il suo ultimo lavoro, per le edizioni Rovello di Milano in ben 275 copie numerate, Il Labirinto Metrico e altri scritti di Bibliofilia con una splendida prefazione di Oliviero Diliberto. Maurizio Nocera è persona degna di considerazione non solo per la mole gigantesca di libri prodotti e curati, ma anche per una lunghissima carriera di operatore culturale portata avanti con dedizione da tempo. Il libro in oggetto parla di un Sud, del Mezzogiorno d’Italia, del Salento, il nostro orizzonte in parole povere, quello dei labirinti letterari nei quali si sono perse le parole magiche di Comi, Bodini, Pagano, Toma, Verri, Ruggeri, delle librerie di testi antichi non solo musei della storia dell’editoria con la loro collezione di tomi impolverati e consunti, ma centri di studio del prodotto editoriale, amore infinito per questo oggetto, dedizione ancestrale al particolare e alla sua fenomenologia. Penso a Il Manuale Tipografico di Alberto Tallone. Un opera quella di Nocera, generosissima sia nella trattazione delle vicende narrate, in cui si incontreranno personaggi del calibro, di Neruda e Zigaina, Tallone ed Eco, Rafael Alberti e Moravia, sia nei multiversi che appariranno al lettore come tangibili, praticabili, assumibili come parte di una Storia, che è la stessa che accomuna quanti tra le pagine dei libri amano sognare e riscoprire nuove narrazioni. Un esempio all’interno del volume è il Il "Labirinto metrico di O. P. Macrì" che si riferisce all’artificio letterario del Nostro, che si serve dell'arte combinatoria per costruire un testo che deve dar vita ad una figura. Un divertissement, creato dalla fervida fantasia di un giovane ventunenne, che lo compose al termine dei suoi studi liceali in onore del suo precettore, il sacerdote Paolino Piccinno, prima di fare ingresso anche lui nel seminario di Otranto, dove, divenuto sacerdote, esplicò per un certo periodo l’attività di insegnante, attività che continuò in seguito nel seminario di Gallipoli.

foto di Toni Pecoraro

mercoledì 3 dicembre 2008

Luisa Ruggio a Roma a Più Libri Più Liberi 08

Sabato 6 dicembre 2008
Roma - "Piu' Libri piu' Liberi"

Luisa Ruggio

Presenta

La Nuca (Edizioni Controluce)

Palazzo dei Congressi Eur - Start h.20, Sala Ametista

Intervento di Annamaria Ferramosca



Medioevo. Terra di Hydrunte. Una bellissima adolescente, sospettata di stregoneria perché innamorata delle parole, si traveste da uomo per diventare l'allievo di uno Scriptorium particolare.
Un luogo pieno di libri e inchiostri dove i maestri sono due fratelli. Un alchimista eremita e un arabo che colleziona nuche femminili, alla continua ricerca di quella perfetta per la stesura di un codice fatto di puro erotismo.
Insieme scopriranno la mistica della sensualità. E la forma più spirituale dell'amore.
Dopo le calde atmosfere di Afra, Luisa Ruggio torna a incantare i lettori con una favola gotica sul potere del desiderio. Una storia che è anche un commovente omaggio alla Scrittura, un tributo alla potenza incantatoria della Parola, sull'osmosi tra Filosofia occidentale e Favola orientale e un falso storico sulla vita immaginaria dell'alchimista di Soleto Matteo Tafuri.
Con una prosa poetica che batte un ritmo profondo, La nuca è l'analisi in forma di racconto dell'alchimia segreta che anima tutte le relazioni umane: la fascinazione, qualunque essa sia.
Un magnetismo ingovernabile che da secoli feconda la letteratura.

Luisa Ruggio, giornalista e scrittrice, vive e lavora a Lecce.
Ha scritto saggi sul cinema e la psicanalisi. Il suo romanzo d'esordio, Afra (Besa, 2006), ha vinto tre premi letterari.
È autrice del blog dedicato alla scrittura "Dentro Luisa" (www.luisaruggio.blogs.it). La nuca è il suo secondo romanzo.

giovedì 27 novembre 2008

Tra le pagine chiare e le pagine scure...poeti in punta di voce



















XIV Rassegna nazionale degli autori e degli editori - Città del Libro di Campi 2008

Tra le pagine chiare e le pagine scure...poeti in punta di voce


II edizione



Domenica 30 novembre 2008 h. 19.30 Salone - Centro Servizi



Anche per quest’anno torna la seconda edizione preparata appositamente per la Città del Libro di Campi (Lecce), della rassegna poetica dal titolo "Tra le pagine chiare e le pagine scure.. poeti in punta di voce. Organizzata da Besa editrice. La rassegna che comincia ad avere una sua tradizione all’interno della kermesse salentina diventa un omaggio poetico-performativo alla Poesia, e al senso del suo essere oggi
Vito Antonio Conte, Giovanni Santese, Margherita Macrì, Irene Leo, Alessandra Nicita, Elio Coriano, Luciano Pagano, Stefano Donno, Gloria De Vitis, Maria Pia Romano, Gioia Perrone, Simone Giorgino, Elena Cantarone, Angelo Petrelli, Caterina Stasi, Marthia Carrozzo, Stefano Cristante, Giuseppe Cristaldi, Luisa Ruggio, Walter Spennato, Cristel Caccetta, Luca Nicolì, Massimiliano Manieri.

mercoledì 26 novembre 2008

Ecologia ed evoluzione della religione

XIV Rassegna nazionale degli autori e degli editori
Città del Libro di Campi 2008

Sabato 29 novembre 2008- - Auditorium h. 8,30 a.m.

Ferdinando Boero
Ecologia ed evoluzione della religione



Introduce Stefano Donno


La religione da sempre ha trattato di scienza, con ingerenze spesso dirompenti. La scienza, dal canto suo, tratta la religione come un prodotto della mente umana, non riconoscendole alcun nesso con il mondo fisico. In Ecologia ed evoluzione della religione, emblematici episodi autobiografici dalle "forti connotazioni extranaturali" diventano il pretesto per analizzare la genesi della religione come elaborazione culturale di "qualcosa" che forse esiste davvero. Ecologia e biologia evoluzionistica ci mostrano un carattere prettamente "funzionalista" della religione: da sempre conferisce vantaggi agli uomini per cooperare, per preservare e conservare l'ambiente naturale e sociale. Molte le variabili "ambientali" prese in considerazione: dall'antropologia alla cinematografia di Terminator e Robocop, dall'epistemologia al genio di Frank Zappa, con un risultato divertente e intelligente. A dimostrazione che non è un ossimoro un agnostico che parla di religione, o lo è tanto quanto un religioso che parla di scienza.

Ferdinando Boero ha lavorato e vissuto in molte parti del mondo, studiando la vita marina. Nel 2006 ha ricevuto la Médaille Albert Ier, Prince de Monaco per l'oceanografia dall'Institut Océanographique di Parigi. Ha pubblicato Ecologia della bellezza (Besa, 2006), oltre a centinaia di lavori scientifici e monografie.

martedì 25 novembre 2008

Nasce Bepress

Bepress
edizioni in movimento

Le edizioni Bepress nascono nel 2008 da una collaborazione sinergica tra l'agenzia Bfake, le Officine Ergot di Lecce e la Mimesis edizioni di Milano.
Bepress si appoggia sulla forte esperienza dei fondatori che da diversi anni lavorano nel campo delle culture e della produzione di eventi sull'asse Lecce Milano.

Il progetto Bepress parte dalla ricerca sociologica legata al filone critico delle culture alternative, si estende attraverso l'estetica, la letteratura, la saggistica, nella prospettiva di dare voce editoriale ai fenomeni sommersi, alle diversità, ai giovani ricercatori che come Bepress amano mordere le parole ed i libri estraendone linfa vitale e socio culturale.

Grazie all'esperienza ed ai rapporti internazionali intessuti negli anni precedenti la nascita delle edizioni bepress, presto saranno disponibili sul mercato italiano numerosi testi di fondamentale importanza ma mai tradotti nella nostra lingua.

La prima collana in ordine di nascita è ACIDE REALTA', un abecedario delle sostanze psicotrope, un'enciclopedia minore delle droghe, un punto di riferimento per chi lavora, ricerca o sperimenta nel variegato mondo quasi del tutto da alfabetizzare, delle sostanze psicoattive.

La collana UNKNOWN come già indicato dal titolo conterrà i testi stranieri mai pubblicati in italia che con lavoro meticoloso di traslazione saranno finalmente resi disponibili nella nostra lingua.

La collana ATOMI in formato tascabile 12x17 dal prezzo di copertina contenuto, ospiterà la narrativa giovane da una selezione tra i più bravi e creativi narratori che ogni anno ci faranno pervenire i propri lavori con il concorso perenne COGLI L'ATOMO.

La collana ANTROPOS attraverso i circuiti universitari elaborerà le migliori ricerche nel campo delle scienze sociali per dare vita a prodotti editoriali di approfondimenti sociologici e filosofici di elevato spessore culturale.

Bepress è distribuita in libreria su tutto il territorio nazionale tramite il circuito pde con promozione pea. I libri pubblicati con licenza creative commons sono resi disponibili sul nostro sito (www.bepress.it) in formato pdf.

lunedì 24 novembre 2008

10 racconti in Noir per Stampa Alternativa. Consigliamo caldamente!!!


Questa antologia è il risultato di due passioni: quella, diffusa, per la letteratura definita "di genere" ma che spesso valica i confini del noir per diventare rappresentazione della vita e della società; e quella per la condivisione della cultura, una passione che rifiuta l'imposizione del "tutti i diritti riservati" per restituire (e restituirsi) il diritto di essere autori, lettori ed eco della cultura, e non semplici fruitori, consumatori passivi di "prodotti".Ecco com'è nata l'idea di un concorso letterario che è stato poi battezzato "Creative Commons in Noir". E alle due passioni di cui sopra - raccontare e condividere - se n'è aggiunta un'altra, che a Stampa Alternativa è piaciuta perché fa parte del tessuto connettivo di questa casa editrice: andare alla ricerca di voci, scandagliare tra chi scrive e trovare narrazioni nuove.Quest'ottica, una volta che è stata condivisa all'interno di Stampa Alternativa, è stata presentata alle persone a cui si è chiesto di far parte della giuria: Maurizio Matrone, che ha accettato di diventarne presidente, Juan Carlos De Martin, responsabile di Creative Commons Italia, Loredana Lipperini, scrittrice e critica letteraria, Monica Mazzitelli, scrittrice e coordinatrice de iQuindici, Edi Pernici, lettore, Luciano Comida, giornalista e scrittore, e Carla Melli, consigliere della Provincia di Trieste. Gli autori: Davide Bacchilega, Euro Carrello, Luciano Pagano, Alberto Prunetti, Alberto Giorgi, Michele Frisia, Karim Mangino, Angela Venuti, Antonio Pagliaro, Paolo Ferrari
fonte iconografica di Jonas Dagar

lunedì 17 novembre 2008

Christopher Paolini e il suo Brisingr

Christopher Paolini, autore di Eragon ed Eldest, ora esce con un nuovo lavoro dal titolo Brisingr edito da Rizzoli. Esordisce giovanissimo e diviene un caso letterario, anche se con una certa lentezza rispetto alle esplosioni letterarie di scrittori un pò più maturi come Dan Brown e il Codice Da Vinci. Da subito si intuisce leggendo tutte e tre i suoi lavori che dentro c'è il succo letterario assorbito da frequentazioni con il mondo de Il Signore degli Anelli di Tolkien, ma anche una profonda conoscenza delle atmosfere proprie delle categorie iconografiche del gotico internazionale (vedasi la resa di ambienti architettonici e paesaggi) e di certa letteratura magica di provenienza celtica, soprattutto nel riferimento a certe figure mostruose mitologiche come i Troll. Ma la figura forse più bella e interessante nelle storie raccontate da Paolini, rimane Saphira simbolo seppur mostruoso del legame tra fantastico e realtà, dove l'unione mentale tra il drago ed Eragon, rappresenta la chiave di volta per leggere tutto questo come un legame di crescita spirituale e affettiva tra due esseri che vengono da mondi e dimensioni differenti: altro che interculturalità!
Daniela Pispico
La trama:
Eragon, Roran, e Saphira sono in viaggio verso l'Helgrind, la dimora dei Ra'zac, dove la promessa sposa di Roran, Katrina, è stata tenuta prigioniera. Eragon cura la ferita che è stata inflitta a Roran da un Ra'zac nell'accampamento a Carvahall. Insieme, si infiltrano nella fortezza e vengono attaccati dai Ra'zac. Roran uccide uno dei due Ra'zac e salva Katrina. Eragon trova Sloan, il padre di Katrina e traditore a Carvahall, imprigionato. Eragon decide di rimanere nell'Helgrind per uccidere il restante Ra'zac e trattare con Sloan. Egli dice a Saphira di tornare dai Varden con Roran e Katrina. Poi trova e uccide l'ultimo Ra'zac con facilità. Eragon poi lascia l'Helgrind con Sloan e, utilizzando il vero nome di Sloan, gli ordina di viaggiare verso la terra degli Elfi, e Eragon ritorna dai Varden. Nel frattempo, Saphira arriva al campo dei Varden senza Eragon, così Arya parte per trovarlo. Arya trova Eragon e tornano dai Varden insieme. Al campo dei Varden, Eragon corregge la maledizione che ha accidentalmente imposto a Elva, ma solo parzialmente. Ora può scegliere se ignorare la maledizione o meno. Egli paga inoltre il suo debito verso Gedric, dal quale ha rubato le pelli per la sella di Saphira, e poi fa visita a Jeod e dà alla moglie un regalo. Murtagh e il suo drago, Castigo, attaccano i Varden poco dopo il ritorno di Eragon. Gli Elfi aiutano Eragon nella sua lotta contro Murtagh, costringendo lui e Castigo a fuggire. Dopo la lotta, Eragon sposa Roran e Katrina. Nasuada ordina a Eragon di partecipare all'elezione del nuovo re dei nani senza Saphira, ed Eragon accetta di malavoglia. Tra i nani, Eragon è a favore di Orik, il capo del clan del Dûrgrimst Ingeitum. Un tentativo di uccidere Eragon viene effettuato dal clan del Dûrgrimst Az Sweldn rak Anhûin, che è ostile nei confronti di Eragon. Orik presenta elementi di prova per i capi-clan, che bandiscono l'Az Sweldn rak Anhuin. Dopo aver ricevuto la fiducia dei nani, Orik viene eletto come nuovo re dei nani. All'incoronazione di Orik, Saphira aggiusta Isidar Mithrim, che Arya aveva frantumato nel tentativo di salvare Eragon dallo Spettro, Durza. Eragon e Saphira decidono di tornare a Ellesméra per continuare il loro addestramento. Eragon viene a conoscenza da Oromis e Glaedr che Morzan non è suo padre e che è Brom. Il giorno successivo, Eragon capisce la fonte del potere di Galbatorix; un Eldunarí, o un cuore dei cuori, è un cuore di drago, che contiene la loro coscienza ed esiste in eterno. Glaedr spiega che Galbatorix controlla centinaia di questi, che sono la fonte del suo potere. Essi discutono con Eragon della necessità di avere una nuova spada. Eragon fa visita a Rhunön, l'elfa fabbro, e le chiede di forgiare una nuova lama per lui. Lei accetta, solo dopo che egli recupera il materiale necessario, l'acciaioluce, ed Eragon chiama la spada "Brisingr". Quando Eragon decide di tornare dai Varden, scopre che anche Oromis e Glaedr sono in partenza. Oromis spiega che è giunto il momento di opporsi a Galbatorix accanto a Islanzadí e Glaedr dà il suo Eldunarí a Eragon e Saphira prima della loro partenza. Eragon e Saphira tornano dai Varden, che sono impegnati in un assedio alla città di Feinster, e si ricongiunge con Arya. Eragon e Arya trovano la Signora della città, Lady Lorana, ma scoprono che i suoi tre maghi stanno tentando di creare uno Spettro. Eragon e Arya corrono a uccidere i maghi, che però riescono a trasformare un uomo in uno Spettro. Tuttavia, Eragon vede attraverso l'Eldunarí di Glaedr lo scontro fra Oromis e Murtagh; Galbatorix prende il controllo di Murtagh e tiene bloccati i due Cavalieri. Oromis si irrigidisce a causa della sua malattia e viene trafitto dalla spada di Murtagh che uccide anche Glaedr. Appena Eragon riacquista coscienza, lui e Arya lottano con lo Spettro, Varaug, che viene ucciso dall'elfa. Dopo il successo dell'assedio, Nasuada informa Eragon che il piano dei Varden è di marciare verso Belatona, quindi a Dras-Leona e da lì a Uru'baen, dove cercheranno di uccidere Galbatorix.

fonte Wikipedia

martedì 11 novembre 2008

Anime Nere Reloaded a Genova

Venerdì 14 novembre, ore 17, nella Sala dei Chierici della Biblioteca
Berio di Genova, verrà presentato il libro Anime Nere Reloaded
(Mondadori).

saranno presenti Gio' Barbera, cronista di nera del Secolo XIX
gli autori liguri presenti nella raccolta: Marco Vallarino, Ettore
Maggi, Andrea Novelli e Gian Paolo Zarini,
e il curatore della raccolta, Sergio Altieri.

L'attore Fabrizio Maiocco leggerà alcuni brani dei racconti.

martedì 4 novembre 2008

Le larve, di Claudio Morandini, Pendragon, (Bologna, 2008). Di Nunzio Festa

Peggio, per bruttezza, delle larve. Il protagonista del romanzo di Morandini, quello principale e non il ritratto che fa da cornice a tutta la storia, che è un ricco abominevole, dovrebbe essere mangiato dagli insetti; mentre, per esempio, tratta male le sue serve, esattamente o forse solo idealmente come suo nonno-padre da lui vorrebbe. Che, per dirla tutta, il ragazzo è figlio del nonno. E non del padre. A volte (sembrerebbe) le cose non sono nella maniera esatta di come te le raccontano quando sei un bambino. La trama nebulosa, ma non per insufficienza di doti bensì per scelta, è impregnata del clima ampiamente asfittico del palazzaccio nel quale i fatti succedono. In qualche passaggio, Claudio Morandini somiglia alla Chiara Cretella di Annunciazione in metropolitana; principalmente per alcune scene e piccoli risvolti psicologici di alcuni personaggi. La storia, la quale si svolge in vite rurali e perfettamente borghesi, è zeppa della terra più melmosa che esista. Siamo di fronte, addirittura, a più generazioni di larve. D’esseri, anzi, ripugnanti come e molto più delle larve. Le larve non proprio astrali. Forse, più esattamente il male annidato in cellule di uomini persi. La trama ci fa sentire tutto quel profumo, a volte claustrofobico, delle temperature gotiche. Gli eventi sono carichi, ancora, di male. Una donna è fatta impazzire. Un omicidio. Una vita a stare perfettamente e di continuo contro gli altri. Il dominio del padrone. Una serie di elementi ficcati nel corpo della narrazione, narrazione di un io-narrante scrupoloso e duro. Il protagonista, a tratti, è sospeso tra sogno-incubo e realtà. Il fattore salvifico, invece, è rappresentato appunto dalla terra. Quella iniziale e vitale, nonostante sempre le larve. Claudio Morandini riesce nell'operazione di scrivere con cautela e ricchezza, chiaramente funzionali ai luoghi. Morandini, però, capisce persino che deve permettere a lettrici e lettori d'entrare meglio e di più nelle menti dei personaggi, ed è capace allo stesso tempo del “lavoro”. Con questo romanzo si può dunque giungere nel territorio delle miserie umane, delle bassezze, leggendo facce di uomini orribili. Le larve è un romanzo fitto di contenuti. Parte dell'umanità, e delle sue 'passioni' è tenuta in vita con la forza delle parole.


Le larve, di Claudio Morandini, Pendragon, (Bologna, 2008), pag. 227, euro 14,00

lunedì 3 novembre 2008

Enzo Fileno Carabba - Le colline oscure - Armi da taglio 3 (Barbera editore)

IL LIBRO

Angelo di mestiere tenta di insegnare l’amore per i libri alla fauna studentesca che popola il labirintico Istituto ogni giorno più grande. Nel tempo libero ruba giocattoli ai bambini ricchi e li rivende. Sarebbe un’esistenza già abbastanza bizzarra se non fosse che la campagna attorno a lui comincia a popolarsi di Madonne: appaiono, marciano tra gli alberi e a volte si scontrano con ferocia. Da dove vengono? Che cosa vogliono?

In una realtà attraversata da misteri e da rivelazioni, da tafani e da tagliole, si intrecciano le vicende di turisti americani new age e bambini muti, vecchie zie e manager d’assalto, donne che Angelo ama e donne che dovrebbe amare. Ed è così che pagina dopo pagina la scrittura incantevole di Enzo Fileno Carabba ci trasporta in un mondo fantastico e ci porta a scoprire l’unica verità possibile: il Maligno si annida dappertutto, le colline incombono oscure e occorre organizzarsi per provare a resistere allargando spiragli di luce.



L’AUTORE

Enzo Fileno Carabba (Firenze, 1966) è autore di diversi libri, tra cui Jakob Pesciolini (Premio Calvino 1991), La regola del silenzio e La foresta finale, tutti editi da Einaudi. Il suo ultimo romanzo prima di Le colline oscure è stato Pessimi segnali, uscito in Francia nel 2003 nella prestigiosa Série Noire di Gallimard e l’anno dopo in Italia da Marsilio: lì compariva per la prima volta Angelo, protagonista anche di queste pagine.

giovedì 25 settembre 2008

foto


Scopri le foto di Franco Farina, immagini che colpiscono tutti i sensi perché ritraggono l'anima e le emozioni...


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sabato 16 agosto 2008

Che fine ha fatto Mr. Y di Scarlett Thomas (Newton Compton, 2008)

Chissà perché quando penso a un libro maledetto, subito mi viene in mente il Necronomicon di H.P. Lovecraft, un’opera che lo scrittore di Providence ha consegnato alla storia della letteratura come gigantesco contenitore di abominii che viaggiano nel tempo e lo spazio per dominare mondi e creature. Ed è l’unica associazione che ho fatto, forse l’unica che poteva saltarmi in mente, leggendo lo splendido libro di Scarlett Thomas edito dalla Newton Compton dal titolo Che fine ha fatto Mr. Y. E lo Spazio-Tempo, le sue dinamiche, il viaggio in universi paralleli, e l’incontro con divinità mostruose (nell’accezione latina di monstrum come ciò che appare straordinario) è il filo conduttore delle vicende che sorreggono la vita narrativa della protagonista Ariel Manto. Giovane ricercatrice della British University, che a seguito della scomparsa del suo mentore, e al crollo di una parte della sua università, viene diretta dal Caso (in questo caso specifico il suo anagramma Caos è molto più pertinente) in un negozio di libri usati dove trova il tassello mancante per una sua ricerca su un autore singolare e misterioso come Lumas: ovvero la sua ultima opera dal titolo per l’appunto Che fine ha fatto Mr. Y. Questo scrittore, la cui vita era stata avvolta più da zone d’ombra che da una fulgida e trasparente esistenza, aveva sviluppato una serie di esperimenti sul potere della mente e su come grazie a singolari e potentissime energie mentali eteriche insite in ciascun individuo umano, ovviamente con il supporto di una particolare mistura la cui ricetta veniva indicata all’interno del grimorio maledetto, il viaggio in dimensioni diverse dalla nostra non solo risultava possibile, ma addirittura con la debita pratica si riusciva a entrare nella mente di altri soggetti sia persone che animali modificandone comportamenti e scelte, ma anche spostarsi (attraverso la Pedesis) nel tempo per modificare la Storia, le Storie. Il mondo in cui tutto ciò è possibile nel libro si chiama Troposfera, e il suo Dio-Guida è Apollo Smintheus, mezzo uomo e mezzo topo, divinità pagana venerata da uno sparuto gruppo di seguaci (più o meno sei persone che a lui hanno dedicato un culto in una piccola cittadina di provincia del nord-america) che orienterà le azioni di Ariel Manto salvandola da agenti psichici dell’Intelligence Americana facenti parte di un progetto segretissimo chiamato Starlight per il controllo delle menti (la Cia ma potrebbe essere tranquillamente l’FBI -ndc), desiderosi di impossessarsi della formula forse per creare, chissà, un super-soldato. I punti di forza che rendono affascinante un personaggio come Ariel Manto è il suo appeal da bella tenebrosa, e sessualmente famelica, con un pizzico d’aria bohemien che non disturba affatto. Le peculiarità che rendono completo, avvincente, godibilissimo questo lavoro, è che con assoluta disinvoltura si parli di Deridda, Einstein, e Heidegger, sviluppando per quest’ultimo l’ipotesi dell’esserci (Dasein) come perfetta gestazione causale di effetti nella realtà da parte del linguaggio, ovvero una vera e propria fenomenologia della liberazione umana, da condizionamenti, imposti al di fuori delle proprie coscienze ed esistenze. Chicca delle chicche, la teorizzazione da parte di una scienziata, una delle protagoniste secondarie dell’opera, con considerazioni scientifiche fatte in maniera davvero puntuale e rigorosa ,della fisica post-strutturalista. Non cedete alla tentazione,dopoaverletto questolibrodi pensare a Matrix… è veramente ètutta un’altra storia! E poi …siamo sicuri che Scarlett Thomas abbia scritto quest’opera come frutto di pura invenzione?

recensione di Stefano Donno

Titolo originale: The End of Mr Y.

Traduzione di Milvia Faccia

mercoledì 6 agosto 2008

Riccardo Reim e le sue fate

Tullio Pinelli è uno dei più illustri e importanti sceneggiatori italiani. Ormai è uno dei “mammasantissima” dell’olimpo culturale italiano, riconosciuto e certificato. Lo ricordiamo per aver collaborato con Federico Fellini alla sceneggiatura dei film Luci del varietà, Lo sceicco bianco, I vitelloni, La strada, Le notti di Cabiria, Il bidone, La dolce vita sino al mitico trittico di Amici miei per Mario Monicelli. Tutte cose che al cinema o in tv in molti, moltissimi hanno potuto veder e, gustare, partecipando emotivamente alle vicende degli splendidi personaggi, singolari, un po’ fuori le righe, da Pinelli creati. Ma Pinelli lo ricordiamo anche per bellissime prove di narrativa come La casa di Robespierre (Sellerio) o l’ultimissimo Innamorarsi, una raccolta di racconti per la neonata Edizioni Controluce. Partiamo proprio da Pinelli perché è stato forse l’unico, o uno dei pochissimi, a fondere diversi registri, quello cinematografico, teatrale, e scritturale ottenendo risultati singolari per freschezza e vivacità. Sembra che nella più immediata contemporaneità, per certi aspetti un suo degno erede, sia proprio Riccardo Reim nel suo interessante Il tango delle fate edito da Hacca. Scrittore, regista, attore ha avuto l’opportunità con questa sua nuova avventura narrativa di mostrare come sia possibile giocare sulle diverse combinazioni di esistenze possibili, oggi più che mai nell’era della trasformazione e della mutazione. L’oggetto del “massacro” è l’Io, anzi uno dei possibili Io del protagonista, in bilico sul baratro di una non-presenza nella realtà, di una non-aderenza circa la ricerca di una sua identità… necessaria alla resa dei conti? Problemini di tal sorta li lasciamo alla psicologia da salotto. Già perchè il/la protagonista (magistrale la tenuta di stile nel destreggiarsi in un mondo misero e piccolo piccolo, grigio, bastardo e volgare, effettuando un vero e proprio salto di paradigma sulla sessualità, divenendo una voce poli-sessuale a tutti gli effetti) , Caminito (traduciamo sentiero) danzatrice/danzatore di tango, e Bernadette, allucinazione psico-mistica con evidente riferimento alla bambina di Lourdes, sono personaggi d’un’opera aperta e forse tutta ancora da scrivere, che nulla hanno da invidiare ai 6 personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Stessi vuoti, stesse penombre, stesso riso amaro, stessa disperazione. Caminito, animaletto strano, voglioso di una vita normale, di un amore normale, di affetti e oggetti quotidiani normali, anche a costo di tagliare con un trancio netto ,una parte di sé. Non ci vedo nulla di un’interiorizzazione da parte di Reim del declino post-industriale dell’individuo o dell’alienazione da abitante dell’oggi turbo-capitalistico. Anzi, ci vedo un godere meraviglioso della e per la vita, nonostante tutto, nonostante le privazioni, le amputazioni, le rinunce, le preghiere, e nonostante tutto il ben volere delle “fate” e la protezione di una grande, gigantesca, infinitamente ed eburneamente amorevole “Signora” …. Una ricerca forse del Bello da parte di Riccardo Reim, senza se e senza ma, che a parte le macerie, vuole portare alla luce anche nelle piccole cose di ogni giorno: “ La domenica, tutte le patriarcali famiglie che uscivano dalla messa al Duomo o alle vicine chiese di San Bernardino e San Domenico Maggiore, acquistavano immancabilmente le otto, dieci, dodici paste destinate a dare la ghiotta nota finale al pranzo della festa: paste gigantesche, gravide di crema e di panna, lustre di glassa, spolverizzate di vaniglia e cacao. Sfogliatelle scagliose che crocchiavano come vetro sotto i denti mentre il ripieno di ricotta e canditi si liquefaceva sulla lingua; morbide ciambelle che si sfarinavano addentadole, cosparse di zucchero granellato e uvetta; crostate di pastafrolla ricoperte da un fitto strato di confettura che impiastricciava le labbra; croccanti al miele tempestati di mandorle e pinoli …” Cos’altro da aggiungere…

di Stefano Donno