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venerdì 29 maggio 2009

Tricase: scuola e musica unite per la solidarietà

Concerto con l’orchestra
e il coro della “Dante Alighieri”

di Laura Longo

Un evento musicale senza precedenti tra i pinnacoli del Castello dei Trane: concerto di musica operistica “Viaggio tra i ricordi…” con l’intento di promuovere la vita culturale della città ma anche di arricchire le esperienze dei giovani, dimostrando quanto sia importante “vivere la musica”.

L’appuntamento patrocinato dall’Amministrazione comunale si terrà stasera 29 maggio alle 19.30. Protagonisti i componenti dell’orchestra e il coro dei ragazzi della “Dante Alighieri” di Tricase che si esibiranno in un vasto repertorio caratterizzato dalle musiche di Bizet, Ravel, Verdi, Verga e Haendel.

Un’iniziativa lodevole organizzata per creare un rapporto tra musica e studenti, sia come fatto partecipativo, creativo e spettacolare, sia come opportunità di ascolto e di conoscenza. Non, a caso, quindi, l’Istituto comprensivo del 4°polo di Tricase ha deciso di far dedicare molte ore all’apprendimento, sia teorico che pratico, di questa disciplina dando la possibilità agli alunni di esprimere il loro talento attraverso lo studio del pianoforte, dei fiati, delle percussioni e del canto.

Lo scopo è avvicinare la musica in tutte le sue forme agli allievi. Da qui è nata l’idea di alcuni insegnanti di strumento musicale (Prof.ssa Bufano, Prof.ssa Colaci, Prof. De Rinaldis, Prof. Galati e il Prof. Minutello) di proporre dei concerti. Bravi docenti che hanno adottato, con dinamismo e vivacità creativa le metodologie musicali più avanzate per far emergere il talento dei propri ragazzi. L’obiettivo infatti di chi insegna la musica, al di là delle finalità di carattere educativo/formativo, è quello di trasmettere il proprio amore per quest’arte dando la possibilità di offrire esecuzioni “dal vivo”. Il che costituisce indubbiamente un’esperienza preziosa per gli allievi e per la stessa città.

Il concerto inoltre intende sensibilizzare la cittadinanza sul tema della solidarietà sociale: in occasione della manifestazione dai genitori dei ragazzi sarà allestito uno stand gastronomico i cui fondi saranno destinati ai terremotati d’Abruzzo e all’Unicef.

venerdì 15 maggio 2009

Tricase: banda larga per tutti


Progetto “Raganet”:
internet senza limiti
anche nelle aree rurali

di Laura Longo

Abbattere il digital divide adesso è possibile. Un altro passo avanti in tal senso è stata fatto in questi giorni a Tricase, dove d’ora in poi sarà possibile attivare la banda larga tramite tecnologia wireless.
L’iniziativa è stata resa realizzabile grazie a una sottoscrizione con l’amministrazione comunale e l’azienda Cliocom, società salentina impegnata a portare la banda larga nei piccoli comuni della provincia leccese non cablati dalle compagnie telefoniche tradizionali.

Dal 13 maggio al 29 maggio tutti i tricasini, comprese quelli delle frazioni di Depressa e Lucugnano, delle zone rurali, marine e dei quartieri periferici circostanti potranno richiedere l’attivazione del servizio Raganet – ovvero del collegamento Internet a banda larga – in offerta a soli 99 euro, anziché a 198 euro. Per aderire alla proposta promozionale sarà sufficiente compilare la richiesta di adesione presso Urp di Piazza Pisanelli o presso il centro CAPSDA di via Santo Spirito n°11.

Il servizio permetterà finalmente ai cittadini della zona di Tricase di usufruire di un collegamento veloce con piani tariffari flat pensati sia per una utenza residenziale che consumer, altamente concorrenziali rispetto ai tradizionali canoni adsl. Profili di abbonamento e tariffe infatti ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, pensati proprio per soddisfare anche le esigenze “business” delle imprese.
Per accedere al servizio è sufficiente installare un piccolo dispositivo sul tetto del proprio edificio e connetterlo al proprio personal computer o router tramite un normale cavo di rete. Garantita la navigazione senza limiti, assistenza telefonica e installazione a domicilio inclusa nel prezzo.

Una soluzione particolarmente vantaggiosa perché sfrutta la tecnologia wireless, già ampiamente sperimentata e apprezzata in molti comuni della provincia leccese e che permette di collegarsi velocemente a internet a prezzi contenuti e senza dover pagare il canone Telecom. L’intervento è stato promosso dal Comune di Tricase che ha il merito di aver saputo coniugare lo sviluppo sociale con la crescita della competitività nel mercato. La novità sta nell’aver dato avvio allo sviluppo di una domanda sul territorio al fine di creare una maggiore diffusione cultura digitale.
Per le piccole e medie imprese del tacco d’Italia si tratta di un’occasione particolarmente ghiotta per la propria crescita aziendale. Chi vuole saperne di più può andare sul sito http://www.raganet.it/wip/hyla/ o telefonare al numero verde 800.997.779.

I principi morali sono iscritti nel nostro cervello


La Neuroetica è una moderna disciplina che fonde la filosofia morale e la neuroscienza secondo la quale sembra che ci siano delle aree del cervello associate alla funzione neuroetica sin dalla nascita, o che sviluppino tale capacità nei primi anni di vita. Molti neurofilosofi ritengono che le psicopatologie che portano a disturbi nel comportamento possano interessare una alterazione del funzionamento di tali aree. Sembra dunque che nel cervello degli esseri umani siano iscritti giudizi morali universali. William Saffire, opinionista politico del «New York Times» e attuale Presidente della Dana Foundation, al quale si deve l’aver coniato questo termine, afferma: «La neuroetica si occupa della valutazione di ciò che è giusto o sbagliato, buono o cattivo circa il trattamento, il perfezionamento o l’invasione indesiderata e la preoccupante manipolazione della mente umana... ha che fare con la nostra coscienza, la nostra identità».

A Lecce, sabato 16 maggio, alle ore 9.30, si terrà un seminario di Neuroetica Applicata. Avrà luogo a Palazzo Codacci-Pisanelli (accanto Porta Napoli), nell’Aula Ferrari. L’incontro è stato organizzato dalla Facoltà Teologica Pugliese in collaborazione con l’Università del Salento e Progetto Culturale promosso dalla Chiesa Italiana.
Il seminario intende gettare un ponte tra lo sviluppo recente delle neuroscienze e alcune domande etiche per la comprensione piena della persona umana.

La tavola rotonda consterà dei seguenti interventi:

- La neuroscienza e la libertà della persona, prof. Mario Signore – Università del Salento.

- Nuovi orizzonti della psicofarmacologia, prof. Vito Antonio Amodio – Scuola Superiore di Sanità, Bolzano.

- Le neuroscienze e le nuove prospettive del diritto alla salute, prof.ssa Laura Tafaro – Università di Bari.

- Questioni di Bioetica e neuroscienze, prof. Vincenzo Viva – Facoltà Teologica Pugliese – Accademia Alfonsiniana, Roma.

Sarà moderatore il prof. Luigi Renna della Facoltà Teologica Pugliese.

martedì 5 maggio 2009

Agorà: cittadini a confronto


Sabato 9 maggio, dalle 9,30 alle 13,30 presso il "Student Center" delle "Officine Cantelmo" di viale M. De Pietro si terrà il dibattito "La politica è morta,VIVA LA POLITICA!" dedicato al confronto tra amministrazione e cittadini.

Interverranno alla manifestazione note personalità della cultura, dell'impresa e della politica: Matteo Collanino, vicepresidente dell'azienda "Piaggio", Francesco Delzio, autore del libro "Politica Ground Zero", Gigi Spedicato, docente dell'Università del Salento e Loredana Capone, candidata presidente alla Provincia di Lecce.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

sabato 2 maggio 2009

“Il tesoretto del Salento III - Un modello di sviluppo per il territorio”


Convegno sul turismo
sostenibile: terza edizione


di Laura Longo

Il tesoretto esiste. Anzi è un “tesorone” inestimabile. Fatto di castelli, masserie, muretti a secco, centri storici meravigliosi, buona cucina, prodotti della terra, ulivi secolari e uno splendido clima. Un patrimonio che per sua configurazione artistica e territoriale offre tutti i presupposti necessari per un turismo di qualità.
Una ricchezza che il Salento deve saper sfruttare adeguatamente attuando le giuste accortezze.
Il segreto del successo sta nel riconoscere la propria identità, rispettare la propria autenticità e realizzare, perché no, anche delle infrastrutture.

Questo è il messaggio che verrà nuovamente rilanciato oggi 2 Maggio alle ore 17.30 a Tricase presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone. Tema del convegno è “Il tesoretto del Salento III - Un modello di sviluppo per il territorio”.

L’iniziativa di successo, giunta al suo terzo appuntamento, sarà moderata da Duilio Giammaria, giornalista e inviato speciale della RAI, vero fautore della manifestazione.
Galeotto fu infatti il suo articoloPuglia sfrutta il ‘tesoretto’ del turismo”, pubblicato in prima pagina sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» lo scorso 21 Agosto 2008. Il giornalista sottolineava l’esempio positivo di turismo sostenibile compiuto dal “miracolo-Specchia”, paese risanato con la realizzazione del progetto “Albergo diffuso”. Un piano di sviluppo sostenibile che ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali e che porta oggi circa 30.000 turisti ogni anno. Un vero e proprio rilancio economico della località che è stato possibile grazie al supporto del “Gruppo di Azione Locale del Capo di S. Maria di Leucae al contributo del programma comunitario “L.E.A.D.E.R”, arrivato alla sua terza edizione.

Parteciperanno al dibattito autorevoli personalità istituzionali, giornalisti, opinion leader nazionali e cultori del nostro territorio come lo stilista Ennio Capasa, l’architetto Paolo Caputo, il Sindaco di Tricase, Antonio Musarò, Sabina De Luca, Direttore Generale per la Politica Regionale Unitaria Comunitaria, Daniele Elow Kihlgren - Presidente Sextantio s.p.a., l’imprenditore Francesco Forni, il Direttore Ufficio Statistico OCSE Enrico Giovannini, l’architetto Fabio Novembre, il regista Michele Placido, Salvatore Rossi - Direttore Centrale Ricerca Economica e Relazioni Internazionali Banca d'Italia, Giancarlo Minicucci Direttore «Nuovo Quotidiano di Puglia» di Lecce, Carlo Bollino direttore «La Gazzetta del Mezzogiorno» e Enzo Magistà - Direttore del TG Norba.

Sono invitati tutti i Sindaci, i Presidenti delle Pro Loco, gli operatori turistici della provincia di Lecce e tutti coloro che vogliano valorizzare le risorse dell’imprenditorialità, della storia, della cultura e della natura presenti nel nostro territorio.

mercoledì 29 aprile 2009

Emergenza Abruzzo: al via le iniziative di sostegno

Comitato “Pro-Abruzzo”, solidarietà ai terremotati

di Laura Longo - Fonte: «Diciamo»

La città di Tricase si stringe intorno alla comunità abruzzese ed esprime profonda solidarietà alle famiglie colpite dal tragica catastrofe di questi giorni.
Per venire incontro alle necessità delle popolazioni colpite dal terremoto, è stato costituito a Tricase il Comitato “Pro-Abruzzo”, di cui fanno parte l'Amministrazione comunale, la Protezione civile locale, la consulta delle associazioni, i movimenti, i gruppi e singoli cittadini che si sono fin da ora già attivati.

Un idea geniale poiché la sua costituzione rappresenta lo strumento più adeguato in questa fase di emergenza: il comitato coordinerà sia le molte specificità delle associazioni di volontariato sia le attività di solidarietà regolate dall’ente locale.
L’obiettivo è intervenire cercando di soddisfare i bisogni reali e primari delle persone.
Le operazioni organizzate dai responsabili della Protezione civile mirano a favorire le condizioni degli sfollati dell’Aquila e del suo hinterland come quelle della comunità di Pianola, che dal terremoto ha subito pesanti danni e conta circa 900 sfollati.

Chiunque sia interessato a collaborare può dirigersi all’ufficio della Protezione Civile di Tricase ubicato in Piazza Dell'Abate n° 2 o chiamare il numero 0833/777365 – cell. 329/9070417; mentre per conoscere tutte le iniziative utili che verranno avviate può rivolgersi all’Ufficio Stampa del Municipio di Tricase.

domenica 26 aprile 2009

Il “Pasticciotto Obama” va oltreoceano

A Campi Salentina
un dolce per Barack Obama

di Sara Foti Sciavaliere

Campi Salentina, ormai non è conosciuta solo per la “Città del Libro”, la Rassegna Nazionale giunta alla quattordicesima edizione vincitrice del premio di 31.131,00 euro destinato alla migliore manifestazione di promozione del libro e della lettura realizzata in Italia nel corso dell’anno 2007, bensì anche per un’altra peculiarità: il “Pasticciotto Obama”, specialità dolciaria che attira gente da tutto il Salento.

Nel nostro territorio il pasticciotto è una tradizione. Pasta frolla ripiena di crema pasticcera. Un dolce che risale al 1745 quando, a Galatina, Nicola Ascalone, per affrontare la critica situazione economica della sua bottega, decide di inventare qualcosa di nuovo.
Ma a Campi Salentina, il maestro pasticcere Angelo Bisconti ha dato un altro “colore” alla tradizione.
Gli ingredienti non sono cambiati, è stato però aggiunto del cacao direttamente nell’impasto del dolce. Angelo e i suoi collaboratori del laboratorio di pasticceria “Cherì”, da tempo tentavano di creare una novità dolciaria che comunque rimanesse legata al territorio. Dopo non pochi tentativi erano approdati al pasticciotto color cacao, ma mancava un nome. La mattina del 5 novembre 2008 quando tutte le radio del mondo danno l’annuncio che Barack Obama ha vinto le presidenziali americane dargli quel nome è stato quasi automatico.
“Pasticciotto Obama” un omaggio al primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti.

Questa dolce curiosità non è balzata solo agli onori delle cronache locali bensì è giunta all’orecchio dello chef italo-americano Carlo Scoditti, originario di Mesagne e titolare a New York del ristorante “Scoditti”, frequentato proprio dal presidente americano quando si trova nella Grande Mela.
Scoditti ha parlato della ghiottoneria direttamente a Obama. che si è dimostrato molto riconoscente del pasticcere italiano, tanto da dichiararsi pronto non solo a degustare questa prelibatezza, ma addirittura a conoscere personalmente l’inventore del dolce.

Le intenzioni di Obama sono state rese note tramite una lettera inviata al Comune di Campi dallo stesso Scoditti. Comunicazione giunta tempestivamente il 23 febbraio, il giorno prima del quale l’amministrazione comunale aveva organizzato una cerimonia ufficiale con la quale è stata conferita simbolicamente al “Pasticciotto Obama” la cittadinanza onoraria.
Angelo Bisconti nella prima settimana di marzo è stato invitato a New York, presso il ristorante “Scoditti” per preparare l’Obama destinato al presidente degli Stati Uniti d’America.
«Siamo fieri che Campi abbia tra i suoi pasticceri un grande maestro che ha avuto il pregio ed anche l’intuizione di lanciare un prodotto di alta qualità qual’è appunto il “Pasticciotto Obama” - ha commentato l’assessore comunale alla Cultura, Ilio Palmariggi - e credo che questa straordinaria idea di Angelo Bisconti possa davvero contribuire a far conoscere Campi Salentina a livello internazionale».

venerdì 24 aprile 2009

Tricase: fumetti e cartoon a go go

Per due giorni, Tricase diventa città delle strip comics

di Laura Longo

Per il prossimo mese di maggio, Tricase diventerà una vera e propria città del fumetto, con rassegne, proiezioni, dibattiti e tante altre iniziative.

I giorni 30 e 31 Maggio 2009, a Palazzo Gallone si terrà una mostra mercato sul mondo dei cartoon. Previsti, inoltre, tornei di carte “Magic” e”Yu Gi Ho”, una competizione di costumi inerente ai personaggi dei fumetti, proiezioni di cortometraggi animati e una lunga esposizione di tavole da disegno. In programma anche un tavola rotonda con i migliori disegnatori delle strip comics.

Ma la primavera si sa, è foriera di novità, e questo vale anche per l’Assessorato alle Politiche Giovanili di Tricase che prima della manifestazione ha indetto un concorso sul mondo dei fumetti. Titolo e tema del bando è “Il mio eroe". Si tratta di disegnare con una breve storia un personaggio della propria immaginazione purché ispirato a vicende del tutto inedite.
Il concorso è rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado e si divide in tre categorie: la “Baby” (dai 6 a 11 anni), la “Junior” (dai 12 a 14 anni) e infine quella “Senior” (dai 15 in su). Il personaggio deve essere accompagnato da una breve descrizione e da una storia a fumetti che abbia come protagonista il proprio beniamino.
I lavori, su foglio formato A4, dovranno pervenire entro e non oltre il 20 Maggio 2009 in busta chiusa con raccomandata intestata al Comune di Tricase – Assessorato alle Politiche Giovanili – c/o Centro Capsda via S. Spirito, 11 – 73039 Tricase, specificando la dicitura “ConcorsoTricasecomics”.

Le opere in concorso verranno valutate da una giuria presieduta dal prof. Dott. Domenico Rosa, giornalista e illustratore del quotidiano economico «Il Sole 24 ore», e composta da esperti e personalità del settore. Parteciperanno all’evento l’autrice Ketty Formaggio - collaboratrice di McK edizioni, il disegnatore Giuseppe De Luca - componente dello staff della Nemrod della Starcomics, Emilio Urbano - fumettista della Walt Disney e autore della serie “Mostri e Pirati”, il Consigliere Comunale Pasquale Scarascia - ideatore della manifestazione e in ultimo i Proff. Alfredo Roveda e Sandro Morciano - collezionisti e intenditori del mondo dei fumetti.
Il lavoro dei primi classificati per ogni categoria godrà della sua giornata da leone: i disegni verranno pubblicati per intero sul giornale «Il Gallo» e pubblicizzati su «Mondoradio».

Dunque via libera alla fantasia dei futuri talenti d’Italia.
In bianco e nero, a colori, in gruppo o semplicemente applicando il proprio genio creativo. Regolamento e modulo d'iscrizione sono scaricabili su http://tricasecomics.blogspot.com

sabato 7 marzo 2009

2016: la nuova scadenza per il ponte sullo Stretto

L’infrastruttura che dovrebbe unire la Sicilia al resto d’Italia continua a separare cittadini e politica

di Emanuela Boccassini

Giuseppe Cruciani in “Questo ponte s’ha da fare” (Rizzoli, 2009) dichiara: «Non c’è ragione al mondo che impedisca di unire ciò che è separato da poco più di tre chilometri». Ma, il ponte che dovrebbe collegare la Sicilia al resto d’Italia, ha diviso l’intero paese. Parte dei Siciliani sono favorevoli, alcuni Calabresi contrari. La destra lo vorrebbe, la sinistra, gli ambientalisti e i verdi sono ostili.

Tale disegno, considerato dai suoi detrattori un’opera “colossale” e non di primaria esigenza, dovrebbe unire, attraversando lo stretto di Messina, Ganzirri in Sicilia con Cannitello in Calabria. Il ponte sospeso, costituito da sei corsie per auto e moto-veicoli e due binari, dovrebbe essere a “campata unica” sostenuto da due pilastri (di circa 400 metri di altezza). Il progetto prevede una solidità tale da sopportare sollecitazioni sismiche simili a quelle del terremoto che devastò Messina nel 1908 (7,1 magnitudo Richter).
Secondo la parte dissidente il denaro utilizzato per tale iniziativa potrebbe essere speso fruttuosamente per rendere efficienti e funzionanti le infrastutture. Secondo il Polo delle Libertà, il ponte offrirà al Sud un rilancio economico, sia per il ritorno occupazionale, sia per l’enorme intervento sulle infrastrutture, strettamente collegato alla realizzazione del ponte. Infatti i fautori di questa “cerniera” hanno tenuto sempre in conto la necessità di migliorare le strade e sviluppare le ferrovie siciliane per una continuità col continente.

È prevista, nel piano dell’opera, una miglioria delle autostrade Salerno-Reggio, Messina-Catania, Messina-Palermo e della ferrovia che congiungerà Napoli e Reggio fino al capoluogo della regione siciliana. Inoltre, secondo i promotori, la struttura porterebbe prestigio al paese, risultando una rilevante “attrazione turistica”: se sarà realizzato in base al progetto approvato, batterebbe tutti gli attuali record mondiali per i ponti sospesi.
I detrattori, d’altro canto, non convinti della facilitazione dei trasporti, parlano anche di “impatto ambientale”. Lo stretto di Messina è contraddistinto da forti correnti e masse d’aria che creano un particolare ecosistema marino e aereo. Tuttavia, i favorevoli al ponte rammentano l’inquinamento procurato dal via vai dei traghetti, i quali hanno reso lo stretto una “trafficata strada urbana”. C’è infine chi paventa il coinvolgimento delle organizzazioni criminali nella costruzione del ponte.

Prima di bandire il concorso per il progetto, è stata “assoldata” una squadra eterogenea di esperti, affinché si valutassero tutti gli aspetti legati alla realizzazione dell’enorme struttura: dal sistema di sospensione, alle carpenterie metalliche e al calcestruzzo. Da studi geologici ad analisi sismiche.
C’è chi mostra perplessità sulla struttura unica. Infatti Remo Calzona, professore e coordinatore del comitato scientifico del ponte, in un suo scritto (“La ricerca non ha fine – Il ponte sullo stretto di Messina”, Dei – Tipografia del Genio Civile, 2002) sostiene la mancanza di certezze offerte dalla soluzione proposta, soprattutto riguardo il transito dei treni, e suggerisce tre campate, a suo avviso, più sicure ed economiche.

Al di là delle speculazioni e degli interessi personali, ciò che dovrebbe essere veramente valutato è la struttura geofisica dello stretto. Il suolo è abbastanza solido? La sicurezza del territorio non dovrebbe venire prima della costruzione di qualsiasi opera? L’approvvigionamento idrico per la sua realizzazione risulterebbe difficile in un’isola in via di desertificazione? I dati geodinamici (recentemente messi in luce dall’ENEA, ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) mettono in luce un «sollevamento della costa calabrese rispetto a quella sicula». Ma, soprattutto, sembra che sia in atto uno spostamento tettonico tra le due coste dello stretto di Messina di 1 cm all’anno, provocando in un secolo un’apertura di un metro, che non potrà essere “sistemata” da impianti meccanici. Quindi, quali ripercussioni si avranno sulla struttura che collega la Sicilia alla Calabria?
Sembra comunque che i lavori inizieranno l’anno prossimo per terminare dopo sei anni, così, forse, nel 2016 potremo andare in Sicilia attraversando l’“ottava meraviglia del mondo”, tanto contestata!

venerdì 27 febbraio 2009

“Coppula Tisa” comincia da Tricase


L’obiettivo è bonificare
121 depositi “incontrollati”
di rifiuti che assediano la città

di Laura Longo

Dal 12 febbraio è partito ufficialmente il progetto sociale “Mi Bonifico”, volto alla diffusione dell’informazione e della sensibilizzazione sulla tematica del conferimento illegale dei rifiuti in discariche abusive e sulle relative conseguenze per l’ambiente e per la salute. Per riuscire nell’intento, “Coppula Tisa” ha scelto la cultura e lo sport come suoi principali strumenti di comunicazione. Teatro, musica, lettura, video, e attività sportive “eco-compatibili”, come il ciclismo, sono i canali su cui i promotori puntano per attirare l’attenzione del cittadino sulle problematiche ambientali.

In collaborazione con l’Amministrazione comunale di Tricase, Carla Quaranta e Edoardo Winspeare hanno avviato una campagna di fondi in aiuto alle bonifiche. “Coppula Tisa”, fedele al suo diktat “la bellezza non si rifiuta”, incomincerà al termine della raccolta fondi a bonificare la gran parte delle discariche a cielo aperto, dando priorità ai terreni situati sulla Depressa-Tricase e nelle zone “Parco Otranto - S.M. di Leuca - Bosco di Tricase”.

Le modalità di raccolta fondi avverranno tramite l’acquisto del dvd del “Breve film sulla Bellezza” del regista Edoardo Winspeare, la sponsorizzazione della campagna per gli esercizi commerciali e l’offerta d’ingresso agli spettacoli organizzati.
Lo scopo, oltre alla lotta alle discariche abusive, è indurre la cittadinanza alla partecipazione per la difesa del proprio territorio.

Il progetto prevede un ricco calendario di eventi culturali, già iniziato il 19 febbraio e che continuerà per ogni fine settimana fino alla giornata del 21 marzo. Nella giornata conclusiva, infatti, verrà effettuata la prima bonifica della più grande discarica abusiva di Tricase. Nel pomeriggio è previsto un convegno sul tema “Salento, Ambiente tra Legalità e Salute”. In serata, la “Festa della Bellezza” con concerto di Cesko, Puccia e Rekkia degli Apres la Classe.

Coppula Tisa in quest’azione ha sviluppato un’importante rete di collaborazione tra gli esercizi commerciali, che hanno scelto di fare squadra attorno all’impegno della celebre lucertola, fregiandosi del marchio distintivo di “Coppula Tisa” con il motto “Io non la rifiuto!”.
«Questo segno distintivo - dichiara Carla Quaranta, Presidente di “Coppula Tisa” Onlus - attribuirà alle attività commerciali un valore aggiunto, in cui si identificano la sensibilità ambientale, la forza di idee innovative e la sperimentazione di buone pratiche. Non solo, esporre il marchio nel proprio esercizio vorrà dire che si sta contribuendo concretamente ed economicamente alla bonifica delle discariche abusive di Tricase e del Salento. Il marchio è inoltre un modo per promuovere il territorio. Tricase è il cuore commerciale del Capo di Leuca, ma questo non basta per garantire più sviluppo economico e attrarre maggiori investimenti. Rinnovare il volto della città significa anche farla percepire all’esterno non come un centro commerciale qualunque, ma come “il” luogo in cui il mercato sposa l’etica, la cultura, la sensibilità artistica, la qualità ambientale e uno stile di vita diverso dal solito».

sabato 17 gennaio 2009

Manifesto Synergetic-art


Synergetic-art è l’estensione della filosofia che alimenta la produzione creativa di Marisa Grande, la quale si esprime in vari ambiti dell’arte visiva e storico-artistica.
Synergetic-art ha le caratteristiche di un movimento culturale, a-partitico senza scopo di lucro e senza richiesta di quote d’iscrizione associative, che prende forma ogni qualvolta si stabilisca un confronto tra persone operanti in vari ambiti disciplinari, per costruire un sapere “alternativo” ispirato al “pensiero laterale”, creativo in termini di positività, da elaborare insieme in forma sistemica-complessa.
Ha finalità etico-morali, sui cui principi basa l’idea di una riformulazione sistemica del sapere e delle interrelazioni culturali, per orientare alla filosofia di una cultura condivisa da un’umanità pacifica che rispetta la vita in tutti i suoi aspetti e gli ecosistemi da cui essa è strettamente dipendente.
Synergetic-art offre la possibilità di condividere l’idea sinergica, a patto che l’operatività risulti “creativa e ordinatrice”, in alternativa al “disfattismo ed alla distruzione” imperante.
Synergetic-art agisce sul territorio là dove emerge l’esigenza di favorire l’operazione culturale sinergica per la salvaguardia di ecosistemi di importanza ambientale, storico-artistica e etnico-sociale e promuove la conoscenza per favorire la tutela e la salvaguardia coinvolgendo le pubbliche amministrazioni o tutti coloro che intendono preservare valori socialmente utili e condivisi o produrre complessi costruttivi equilibranti.
Synergetic-art si basa sul principio dei sistemi-complessi autoregolati, da orientare insieme verso un grande attrattore, una singolarità positiva, per contrastare la tendenza al caos che si instaura nei sistemi in equilibrio precario, la cui dinamica interna dipende dall’aggiunta o dalla sottrazione di qualsiasi elemento che, con la sua presenza o assenza, modifichi in un senso o nell’altro la configurazione oscillante tra ordine e caos.
Synergetic-art, come ogni sistema-complesso si autoregola apportando costanti modifiche interne, accogliendo in seno al sistema-sinergico quelle presenze che manifestano l’intento a perseguire obiettivi sociale utili e rilevanti per la creazione di una “Coscienza Cosmica”, composta da coscienze individuali che condividono ideali e obiettivi costruttivi sul piano ambientale e sociale.
Synergetic-art, di conseguenza, opera un’azione di controllo autoregolato, inibendo l’accesso a quanti non dimostrino, con contenuti culturali espliciti o opere già elaborate, di aver perseguito e comunque di voler perseguire gli obiettivi espressi nel movimento sinergico cui intendono e chiedono formalmente di aderire.

Synergetic-art, basandosi sulla conoscenza condivisa da più parti che l’universo vibra, intende orientare l’attività vibrazionale in senso positivo e costruttivo equilibrante. Nella consapevolezza che con un andamento negativo l’equilibrio precario dell’universo aumenta la sua naturale tendenza verso il caos, il sistema Synergetic-art intende offrire input verso la positività del pensiero e dell’azione, principio di ogni fine etico, favorendo l’orientamento globale verso l’ordine armonico che pur è naturalmente implicito nel cosmo.

“nell’universo se un punto vibra, tutto il cosmo vibra
la Synergetic-art intende essere quel punto che vibra”

Marisa Grande
Fondatrice Movimento Synergetic Art

Immagine: opera di Marisa Grande, "Propagazione"

sabato 20 dicembre 2008

Lo sciopero d'autore di Franz Krauspenhaar

"Questa è la colonna videosonora del mio sciopero dell’autore, ispirato allo sciopero dell’autore di cui si è ampiamente parlato sulle colonne doriche di Nazione Indiana, e poi ripreso dal blog multiautore Ibridamenti.
Nel frattempo, io con il mio blog personale www.markelo.net e altri scrittori, abbiamo tambureggiato. Tra i propugnatori dello sciopero dell’autore, come Vincenzo Ostuni, si è deciso di creare un sito internet www.scioperodellautore.org nel quale vengono immessi i vari contributi alla discussione. La discussione è uscita dai blog entrando dalla porta trionfale del social network Facebook, dove sono stati pubblicati altri interessanti contributi".
"Ecco, l’autore rischia la propria vita, nel senso della propria dignità, senza la possibilità di parare i colpi. In un mondo letterario e giornalistico assurdo. In un mondo letterario e giornalistico italiano assurdo, che pretende di far vivere la cultura con il volontariato dell’autore.
Perché in Italia la cultura è considerata un lusso per pochi eletti. Eletti che, per poter fare bene il proprio lavoro, devono sacrificare molte cose, e vivere a volte con grosse difficoltà economiche"."In un mondo letterario nel quale i bookjockeys (felice neologismo creato anni fa da Tiziano Scarpa) dettano le regole, nel quale i D’Orrico, sprezzantemente, promuovono la letteratura che fa loro comodo, come se un lettore diventasse critico, come se i lettori dei siti come Anobii potessero fare critica e spiegare cosa è un libro agli altri lettori… In questa carneficina della giustizia e del buonsenso, tra le stanze puzzolenti della “pescheria-letteratura”, cioè sui banconi del “pesce-libro” che viene sostituito a breve, perché puzza presto, sostituito da altro pesce-libro destinato anch’esso a marcire in fretta, l’autore è spesso il pescatore di pesci di razza che non vengono nemmeno acquistati per un assaggio".
Questi sono tre estratti dall'intervento di Franz Krauspenhaar su Nazione Indiana.
Questo è il link,
http://www.nazioneindiana.com/2008/12/18/siamo-i-fangio-della-cultura-che-non-paga/leggete, e fate girare ... non è un imperativo categorico, ma è segno di responsabilità e onestà intellettuale aderirvi

martedì 11 novembre 2008

UDI - stop al femminicidio










«Abbiamo voluto una Staffetta di donne per dire che la violenza sulle donne deve finire. Vogliamo dirlo, non solo, nelle grandi manifestazioni nelle grandi città e nei comunicati stampa che siamo costrette a scrivere quasi quotidianamente, ma anche in provincia, nei paesi, nei piccoli centri. Lo sappiamo, la violenza si esprime in tanti modi: omofobia, razzismo, pedofilia, e poi l’avvelenamento dell’ambiente… e altro ancora.

Con questa iniziativa vogliamo dire basta alla violenza sessuata e al femminicidio.
L’Istat nel febbraio 2007 ci ha detto che sono 14 milioni, in Italia, le donne oggetto di
violenza fisica, sessuale o psicologica
, che i soprusi sono commessi soprattutto dal
partner e che, tra i 16 e i 50 anni tra le cause di morte, la violenza viene prima di malattie o
incidenti stradali.

“Stop al femminicidio”.

Femminicidio è parola ancora assente nei dizionari della lingua italiana.
Feminisidio viene coniata a Ciudad Juarez, una città messicana ai confini con gli USA, dove dal 1993 ad oggi, 413 donne sono state uccise e 600 sono scomparse.
UDI l’ha fatta propria, traducendola in femminicidio e ne ha assunto il senso politico usandola in ogni occasione: manifestazioni, volantini, comunicati.
Così, piano piano, è entrata nel linguaggio comune.
Femminicidio: cioè uccisione di donne per mano di uomini. In genere gli assassini sono
fidanzati, mariti o ex, ma anche padri, fratelli, conoscenti, solo qualche volta estranei.


Possono aderire alla Staffetta donne singole e associazioni di donne compresi i
coordinamenti femminili di sindacato.
È esclusa l’adesione di partiti e movimenti politici misti, le donne invece sostengono la
Staffetta a titolo personale.
Ogni donna o associazione che aderisce comunica in linea di massima l’iniziativa che
intende svolgere al passaggio dell’anfora testimone (dibattiti, rappresentazioni, sit-in,
spettacoli
, eccetera).
Si aderisce scrivendo alla sede nazionale dell’Udi, che provvederà a mettere in
comunicazione le donne tra di loro (staffettaudinazionale@gmail.com)
Hanno già aderito in tante, ma prenderemo in considerazioni richieste che arrivino per
tempo e compatibili con il calendario nazionale già definito.

A partire da novembre, la staffetta potrà essere seguita tappa dopo tappa, sul sito dell’Udi
www.udinazionale.org e da dicembre sulla rivista Confidenze».

tratto dal sito UDI (unione donne in italia)

mercoledì 5 novembre 2008

Yes, we can

Tralasciando entusiasmi e facili paragoni (come ha fatto un’emittente radiofonica italiana che ha idealmente affiancato Barack Obama a Papa Giovanni Paolo II) con illustri personaggi della storia dell’umanità confondendo generi e ambiti di azione, la vittoria di Barack Obama, è sintomo di un cambiamento epocale non solo per gli U.S.A. ma per tutto il mondo. Il presidente di colore, vince in Virginia, California, in Pennsylvania. Il neo-eletto presidente, davanti a una folla acclamante il suo imperativo categorico “Yes, We Can!”, dichiara di voler costruire una nuova America, con l’aiuto di tutti (dalle comunità ispano-americane, afro-americane, alle comunità – impensabile sotto un’amministrazione Bush – gay che lo hanno sostenuto) mattone per mattone. Questo significa un impegno che non sarà solo unilaterale e dogmaticamente verticalistico dall’alto verso il basso (le amministrazioni Reagan, Bush senior, Bush Jr), ma un nuovo modo di intendere la politica sul piano interno fatta su un reale dialogo tra le diverse componenti la società civile (quella che deve scegliere a causa di un sistema sanitario gestito dalle compagnie di assicurazione se mangiare o curarsi) e la leadership della White House. Sul piano internazionale maggiore apertura verso la Russia, e paesi hot come Corea e Cina, pianificazione costruttiva di progetti regolamentativi per una maggiore stabilizzazione del sistema ecologico mondiale oramai ai limiti del collasso. Ora non ci resta che sperare che Obama ( Il Presidente nero, come il titolo dell’opera di Lobato edito da Controluce) dichiari al mondo cosa si nasconde nell’Area 51 e attendere una splendida analisi di Noam Chomsky sul nuovo democratico ordine mondiale

di Stefano Donno

lunedì 14 aprile 2008

Il cyberfemminismo secondo Cinzia Greco















Cos’è il cyberfemminismo? Beh, cominciamo a dire cosa non è: non è una moda, non è un’ideologia, non è uno dei soliti -ismi, non è contro l’uomo, e, fatto rilevante, non è una struttura.

Questa è una libera traduzione di alcune delle 100 anti-tesi tratte dall’elenco che nel 1997 è stato stilato dalle partecipanti al First Cyberfeminist International, tenutosi a Kassel, in Germania. All’evento hanno partecipato numerose artiste, scrittrici, studiose che si sono riunite per discutere del rapporto tra le donne e le nuove tecnologie, in particolare Internet e per elaborare nuovi progetti femministi di networking nei diversi stati.
In concomitanza all’evento venne fondato a Berlino il sito Old Boys Network col compito di raccogliere e diffondere numerosi lavori legati al Cyberfemminismo.
Contraddittorie e ironiche, le 100 anti-tesi, lungi dal definire il complesso fenomeno che lega tematiche storiche del femminismo a questioni proposte dallo sviluppo delle nuove tecnologie, mescolano le idee e sanciscono l’impossibilità di racchiudere in una definizione un movimento fluido e instabile.

Proviamo però a capire perché fluido e instabile: un po’ di storia.

Il termine cyberfemminismo è un neologismo composto da femminismo – termine riferito a dei processi politici e sociali legati all’emancipazione delle donne e alla lotta per la parità giuridica e politica –, e cyber. Questo prefisso deriva dal greco “kybernàn” che significa “pilotare” e comparve per la prima volta nel 1947, quando lo scienziato Norbert Wiener adoperò il termine cybernetics per indicare la scienza delle macchine in grado di autoregolarsi. Il prolifico prefisso ha dato origine a numerosi termini, tra cui cyberspace, elemento presente nei romanzi di fantascienza e che fuori dalle pagine dei libri indica l’ambiente virtuale che mette in comunicazione i computer di tutto il mondo permettendo agli utenti di interagire tra loro. Il cyberspace è il luogo d’azione del cyberfemminismo, poiché esso, come afferma Rosi Braidotti, una delle principali studiose italiane che ha analizzato il fenomeno, «cerca di utilizzare le nuove tecnologie a favore delle donne».

Una delle prime studiose a occuparsi del rapporto tra il pensiero, le attività femminili e le nuove tecnologie è stata Donna Haraway che scrisse nel 1991 il Manifesto Cyborg (edito in Italia nel 1994 dalla Feltrinelli, a cura di Rosi Braidotti). L’analisi della Haraway si articola in tre momenti:

- sulle prime traccia una descrizione della situazione socio-politica degli ultimi anni ’80, all’interno della quale si inserisce la riflessione sull’impatto delle innovazioni nelle telecomunicazioni e nella micro-elettronica. Inoltre mette attentamente in luce le contraddizioni del “villaggio globale” e sottolinea il rischio che
«si formi una struttura sociale fortemente bimodale, in cui le masse di donne e uomini di tutti i gruppi etnici, ma soprattutto di colore, vengano confinate [...] nell’analfabetismo di vario tipo, nell’impotenza e nel generale esubero, controllate da apparati repressivi alto-tecnologici che vanno dall’intrattenimento alla sorveglianza e alla sparizione [...]»;

- a questi aspetti si lega la necessità di (ri)formulare nelle teorie femministe un nuovo legame tra le donne e la scienza, al fine di favorire in esse lo sviluppo di una coscienza critica verso la tecnologia;

- nell’ultima parte del Manifesto si propone una mediazione tra la presunta assoluta oggettività del punto di vista della scienza e l’assoluta mancanza di oggettività di una visione relativistica dei fatti e delle cose. Questa mediazione si attua attraverso l’introduzione dei saperi situati, ossia l’adozione di un punto di vista parziale e stabile collocato nel basso della realtà corporea. Ma quella che il cyberfemminismo propone è una corporalità virtuale, ossia sospesa tra il corporeo e il fattore tecnologico.

Proprio questo ultimo aspetto del pensiero di Haraway costituisce uno dei temi fondamentali delle più recenti riflessione del cyberfemmismo. Le nuove tecnologie, in particolare Internet, modificano la rappresentazione che le donne danno di sé? E in che modo il Web può contribuire a veicolare una immagine della donna affrancata dai vecchi stereotipi?
Il cyberspace può essere considerato una versione riveduta e corretta di Utopia, un (non)luogo dove il sesso, l’età, la condizione sociale si dissolvono e possono essere ricreati ad hoc, le discriminazioni scompaiono e tocca agli attribuitori virtuali di identità, gli “avatar”, dire chi siamo.

Ma è davvero così? Pare di no, e non manca chi sottolinea che spesso l’anonimato e la virtualità non sono di per sé sufficienti ad abbattere le barriere comunicative. Faith Wilding, artista multidisciplinare le cui opere più recenti si incentrano sulle tematiche del cyberfemminismo, nel suo saggio, Where is Feminism in Cyberfeminism? afferma che


«a politically smart and affirmative cyberfemminism, using wisdom learned from past struggles, can model a brash disruptive politics aimed at decostructing the patriarchal conditions that currently produce the codes, languages, images, and structures on the Net».

Affinché il computer e la rete siano strumenti per risollevare le donne da un ruolo subalterno è necessario che esse assumano una posizione più attiva nella creazione, gestione e diffusione dei nuovi prodotti tecnologici

«Un movimento cyberfemminista brillante e propositivo dal punto di vista politico, che si avvale della saggezza acquisita nelle precedenti battaglie, può produrre politiche sfrontate e disgreganti che puntano a decostruire le condizioni patriarcali che attualmente producono i codici, i linguaggi, le immagini e le strutture nella rete» (traduzione Cinzia Greco).

Affinché il computer e la rete siano strumenti per risollevare le donne da un ruolo subalterno è necessario che esse assumano una posizione più attiva nella creazione, gestione e diffusione dei nuovi prodotti tecnologici, senza subire il Net come uno strumento creato dall’uomo per scopi prettamente maschili e da cui tenersi alla larga.

Infatti, ancora oggi nell’immaginario collettivo è ampiamente diffusa l’idea che le donne siano naturalmente tecnofobe: si ritiene che esse si accostino a un pc solo per necessità e che non siano per nulla interessate a seguire i progressi tecnologici. In realtà basta leggere alcuni articoli presenti nel sito del Mit (Ministero per l’Innovazione e le tecnologie) per scoprire che il numero delle donne in rete negli ultimi anni è notevolmente aumentato e che il pc, grazie alla diffusione di Internet, non è solo uno strumento di lavoro o un aiuto nella gestione familiare, ma costituisce uno svago e sempre più spesso diviene un mezzo per socializzare.

Le esponenti del cyberfemminismo sono state tra le prime a riconoscere le potenzialità di questi strumenti, ma anche il pericolo in essi nascosto. Sin dall’inizio il loro obbiettivo è stato quello di avvicinare le donne alle nuove tecnologie, affinché facessero proprie le conoscenze indispensabili per entrare nella realtà virtuale non solo in qualità di spettatrici ma come soggetti attivi in grado di creare nuove informazioni da diffondere nella rete e conseguentemente nel mondo. Il web deve inoltre essere considerato come un mezzo, potente sì, ma non il solo, e mai il fine utimo di una lotta: non si può realizzare una liberazione femminil/femminista del e nel cyberspace, che non influenzi anche il mondo esterno e tangibile.

fonte iconografica www.lastampa.it