giovedì 18 febbraio 2010

Mediterraneo Jazz Festival” Isola d’Elba contest. Edizione 2010

Approda alla 3° edizione il prestigioso contest che si terrà a Marciana Marina (Isola d’Elba) dal 24 giugno al 4 luglio, con la direzione artistica di Luigi Campoccia, musicista e compositore che ha creato, con il contributo delle amministrazioni comunali e della Regione Toscana, nonché il considerevole sostegno di partner economici privati, il Mediterraneo Jazz Festival – Isola d’Elba Contest, che già si attesta tra i più rilevanti in Europa.
La partecipazione al concorso è totalmente gratuita ed è aperta a tutte le formazioni musicali attive sia in Italia che all'estero, senza limiti di età, indipendenti o legate a scuole di musica o istituti di formazione musicale operanti sul territorio.

Visto il successo delle passate edizioni, tutti coloro che supereranno la preselezione e che, quindi, verranno invitati a partecipare al contest, avranno la possibilità, se lo desidereranno, di suonare ogni sera in una location diversa con un soggiorno totalmente gratuito, per l'intera durata della Manifestazione.

Questo regalerà ai fortunati selezionati una bellissima vacanza in un'isola unica al mondo per ospitalità e bellezza, ma soprattutto la straordinaria opportunità di potersi esibire in più concerti godendo della visibilità offerta dal pubblico dell’ intera isola.

Di tutto rispetto anche i premi in denaro:
I° Classificato € 3.000,00
II° Classificato € 2.000,00
III° Classificato € 1.000,00

Miglior solista borsa di studio per l’iscrizione ai prestigiosi seminari estivi 2011 della Fondazione Accademia Siena Jazz.

Ai concorrenti è richiesto un progetto musicale in ambito jazzistico, sia esso improntato su brani originali o standards.

La commissione selezionatrice valuterà la preparazione tecnica e il curriculum dei musicisti, oltre all’originalità del progetto. Sono così ammessi alla selezione gruppi impegnati in un ampio range di generi: dal Jazz tradizionale, fino a progetti caratterizzati da contaminazioni tipo “fusion” (latin jazz, influenze etniche e popolari, soul, funky ecc).

I gruppi che intendano partecipare dovranno inviare all’indirizzo all’indirizzo: Luigi Campoccia, Piazza Della Pace, 9 - 53035 - Monteriggioni - Località Castellina Scalo (Siena), a mezzo Poste Italiane o corriere, entro e non oltre il termine del 31 Maggio 2010, la seguente documentazione:
a) Il modulo di iscrizione completo di liberatoria, allegato al presente regolamento e scaricabile dal sito www.elbamjf.org debitamente compilato e sottoscritto,
b) Tre copie identiche di un CD contenenti almeno 3 brani musicali liberamente scelti, che permetteranno una adeguata valutazione per l’ammissione al concorso.
c) Il nome, dettagli anagrafici e recapiti telefonici, indirizzo mail del responsabile del gruppo o del musicista solista.
d) Un curriculum artistico aggiornato, con materiale fotografico (min. 4 immagini) di buona qualità.
Gli esiti della preselezione saranno comunicati entro il 7 giugno 2010, tramite pubblicazione sul sito www.elbamjf.org e telefonicamente o via mail, ai responsabili dei gruppi selezionati.
Il Concorso avrà durata di 11 giorni e si svolgerà in due fasi: Eliminatorie e Finale e vedrà impegnate diverse giurie formate da giornalisti e critici musicali dell’intero territorio nazionale.

Nei giorni di durata del “Contest” l’organizzazione garantirà l’ospitalità a tutti i partecipanti per il pernottamento relativo alla serata di esibizione. Si ribadisce che per i gruppi che daranno la disponibilità di suonare per l’intera durata del Contest, per esibizioni negli esercizi pubblici locali (club, ristoranti, strutture alberghiere ecc.). e negli spazi pubblici (piazze, ecc.), l’Organizzazione garantirà l’ospitalità per l’intera permanenza.

Per ulteriori informazioni: www.elbamjf.org
email: luigi.campoccia@alice.it
Infotel: cell. 335 8134048.

mercoledì 10 febbraio 2010

"SALENTO 2010: CONVERGENZE POSSIBILI”

Forum delle progettualità che possono fare grande la nostra terra

PREMESSA

Il Salento non è riuscito tutt’ora a esprimere quelle capacità di rivoluzionare la funzionalità e l’organizzazione di un’area territoriale che abbonda di infrastrutture, e che senz’altro può essere il fiore all’occhiello di tutte quelle energie locali che possono rendere la Puglia un ponte vero e proprio nei rapporti economici, politici, sociali con i paesi balcanici e con l’intero bacino del Mediterraneo.
Un “Grande Salento” che ha la necessità di riflettere con maggiore tranquillità ed obiettività, oltre che di dimostrare una più chiara volontà di apertura verso tutti quei soggetti attivi in alcuni tra i più importanti settori dell’economia italiana che investono in ricerca, oppure creano sbocchi occupazionali in loco.
Per superare la crisi economica e l’atavica questione meridionale bisognerebbe utilizzare al meglio sia le risorse locali, sia i vari finanziamenti europei ma, soprattutto, costruire reti efficaci di comunicazione che favoriscano l’interazione tra gli attori del territorio e consentano la piena espressione delle potenzialità racchiuse in intelligenze e competenze ancora sottoutilizzate.

IL PROGETTO

Per questo abbiamo pensato ad un primo appuntamento (che potrebbe anche diventare un’occasione di verifica annuale) che sia luogo d’incontro e confronto tra le realtà produttive del territorio, ma anche ponte di lancio di sviluppo, progresso, innovazione che possa concorrere, tra l’altro, a ridurre la fuga di cervelli. Ecco quindi il primo “forum” di questo “Grande Salento”.
Il titolo: “SALENTO 2010: CONVERGENZE POSSIBILI. FORUM DELLE PROGETTUALITÀ CHE POSSONO FARE GRANDE IL SALENTO” esprime piuttosto efficacemente l’approccio fattivo e positivo che lo ispira. A essere coinvolti in una tavola rotonda saranno i maggiori rappresentanti delle categorie produttive, dei movimenti di opinione, della cultura e dei media del territorio salentino.
L’obiettivo principale del forum è quello di creare un primo momento che sia non solo dimostrativo delle energie che si agitano sul territorio, ma anche di “fare rete” sul piano del dibattito e soprattutto sviluppi un aspetto fondamentale che è quello della proposizione fattiva da parte dei soggetti coinvolti per la creazione concreta di sviluppo. E dunque si discuterà di ambiente, economie, culture e ipotesi progettuali da sviluppare, promuovere e concretizzare, per rendere questo “Grande Salento” non solo una realtà nominale, ma anche una viva ed energica forza produttiva.

PROMOTORI E PARTECIPANTI

L’intero forum sarà promossa dalla società editrice Edita, dalle associazioni culturali Fondo Verri, Laboratorio di Ricerca sull’Arte contemporanea diretto da Paola Scialpi, dalla cooperativa editoriale CoolClub, e la partnership scientifica del CSE (Centro Studi Economici) dell’Università del Salento. La partecipazione sarà proposta ad enti, comitati, aziende, istituzioni che, tramite apposito modulo d’iscrizione già predisposto, invieranno al Forum propri rappresentanti (non più di tre) affinché possano fornire il proprio contributo di idee, proposte, testimonianze, all’appuntamento.

TEMI

In ciascuna sezione vi sarà un diverso moderatore, un esperto appartenente al mondo dell’università, dell’impresa, della comunicazione, della cultura, al quale spetterà il delicato compito di proporre gli argomenti e stimolare il dialogo costruttivo tra i partecipanti. Un possibile schema metodologico potrà comprendere l’analisi dell’esistente, la valutazione delle risorse e delle problematiche, l’individuazione di possibili sinergie, la progettazione di percorsi possibili di sviluppo

STRUMENTI E MODALITÀ OPERATIVE

Accanto al lavoro di ufficio stampa, verrà realizzata una piattaforma multimediale interattiva, un apposito blog, o un sito web dedicato all’evento, dove si potranno inviare contributi e riflessioni scaturenti dall’incontro. Questo primo forum sarà suddiviso in due momenti:
la prima sezione ore 9:00-13:00 sarà dedicata a Politica/ Innovazione/Comunicazione – Convergenze Possibili;
la seconda sezione ore 15:30-18:30 Cultura/Ambiente/Turismo - Convergenze possibili.

Per il modulo: www.editaonline.com

RACCONTIAMO LA PUGLIA

Al via il concorso letterario “Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”

di Gianluca Matarrelli

La Puglia: una delle perle del Mediterraneo, antico crocevia di popoli e di culture, dove mare e terra si sposano perfettamente, emanando un profumo di spiagge e di ulivi e sussurrando agli uomini un segreto che parla di antiche gesta, di umiliazione e di coraggio.
La terra pugliese, punto di passaggio tra Occidente e Oriente, popolata prima da greci, romani, bizantini e poi da francesi e spagnoli, custodisce un patrimonio di tesori d’arte, di borghi ancestrali, di antiche leggende, in grado di affascinare e segnare profondamente chiunque vi soggiorni anche per breve tempo.
La Puglia, la prima terra avvistata da Enea al suo arrivo in Italia, immortalata nei versi di Bodini, con i suoi santi che volano, i suoi poeti, i trulli, i castelli, le chiese e le rovine, merita di essere rivelata a quanti ancora non la conoscono e “affabulata” mediante racconti in cui la fantasia individuale si intreccia con la sua storia, i suoi miti, la sua arte.
Edita Srl, società di servizi editoriali e multimediali, indice per il 2010 la IIa edizione del concorso letterario “Corto-testo”. Quest’anno il tema scelto è “Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”. Il progetto editoriale vuole essere uno strumento di valorizzazione culturale della regione pugliese che, grazie alla sua posizione geografica e alle vicende storiche succedutesi nel corso dei secoli, rappresenta un patrimonio di inestimabile valore da rivalutare e salvaguardare con continue e sempre più incisive attività. Con questo concorso si invita a descrivere monumenti, personaggi leggendari o storici, miti, leggende e itinerari di una città o di un borgo pugliesi, facendoli diventare protagonisti o sfondo di una storia immaginaria o verosimile.
La partecipazione è aperta a tutti i cittadini dei paesi appartenenti alla comunità europea. La scadenza del concorso è fissata per il 30 giugno 2010. Sono ammessi al concorso i racconti in lingua italiana, purché inediti, che rispettino il tema del concorso. Si concorre con una o più opere di una lunghezza massima di 16000 battute (spazi e punteggiatura inclusi). I racconti non devono contenere disegni, grafici o illustrazioni di qualunque tipo.
Gli elaborati presentati saranno valutati a insindacabile giudizio da un comitato di lettura interno e successivamente da una giuria composta da esponenti del mondo accademico, del mondo della cultura e dello spettacolo e da professionisti del settore editoriale. Contemporaneamente i racconti saranno votati dal pubblico degli internauti sul sito di Edita (è previsto un premio speciale per il racconto più votato).
Il concorso si concluderà il 20 dicembre 2010. Tra tutti gli elaborati saranno scelti i migliori e pubblicati nel libro “Corto-testo® luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”.
Il regolamento e la scheda di partecipazione sono scaricabili su www.editaonline.com.



giovedì 4 febbraio 2010

Concorso letterario "Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”

Edita Srl, società di servizi editoriali, indice la IIa edizione del concorso letterario “Corto-testo”. Dopo il successo del 2005 di ”Corto-testo. Istantanea sulla tua città”, il concorso viene riproposto anche per il 2009-2010. Quest’anno il tema scelto è “Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”.

Il progetto editoriale vuole essere innanzitutto uno strumento di valorizzazione della cultura italiana e in particolare di quella pugliese che, grazie alla posizione geografica della regione e alle vicende storiche succedutesi nel corso dei secoli, rappresenta un patrimonio di inestimabile valore da rivalutare e salvaguardare con continue e sempre più incisive attività. Con questo concorso si invita a descrivere monumenti, personaggi leggendari o storici, miti, leggende e itinerari di una città o di un borgo pugliesi, facendoli diventare protagonisti o sfondo di una storia immaginaria o verosimile.

La partecipazione è aperta a tutti i cittadini dei paesi appartenenti alla comunità europea. La scadenza del concorso è fissata per il 30 giugno 2010.

Sono ammessi al concorso i racconti in lingua italiana, purché inediti, che hanno per oggetto il tema: Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo. Si concorre con una o più opere di una lunghezza massima di 16000 battute (spazi e punteggiatura inclusi). I racconti non devono contenere disegni, grafici o illustrazioni di qualunque tipo.

Gli elaborati presentati saranno valutati a insindacabile giudizio da un comitato di lettura interno e successivamente da una giuria composta da esponenti del mondo accademico, del mondo della cultura e dello spettacolo e da professionisti del settore editoriale.

Il regolamento e la scheda di partecipazione sono scaricabili su Editaonline.

giovedì 21 gennaio 2010

Storia di un omicidio datato 1860


Omicidio a Road Hill House. Invenzione e rovina di un detective

di Maria Beatrice Protino

Il romanzo di Kate Summerscale (Einaudi 2008) vince il prestigioso Samuel Johnson Prize 2008 per la saggistica e conquista un vastissimo pubblico. La sua forza: poter essere letto a diversi livelli, cioè come un giallo ambientato in epoca vittoriana, come ricostruzione storica di una vicenda realmente accaduta e documentata in modo ineccepibile e chiaro, come significativo ritratto di un’epoca – quella del diciannovesimo secolo inglese - dominata da un’opinione pubblica ancora stretta in fortissimi pregiudizi, ma anche epoca d’oro del romanzo inglese e della creazione della figura del detective.

La vicenda

In una notte d’estate del 1860, in un’elegante casa in stile georgiano del Wiltshire - di cui vengono riportati foto e planimetrie dell’epoca - mentre tutti dormono, un bambino di tre anni, Saville Kent, viene prelevato dalla suo lettino e assassinato. I genitori che dormono nella stanza accanto e la bambinaia che riposa addirittura nella stessa stanza del bimbo, non si accorgono di niente. Solo il mattino dopo l’orribile scoperta nel giardino della casa: il bambino è stato sgozzato e avvolto in una coperta. La polizia locale, prima ad arrivare sul posto, si dimostra incapace di indagare, così viene mandato sul posto l’ispettore di Scotland Yard Jack Whicher: lui, per primo, userà metodi di indagine che poi diventeranno famosi al pubblico dei romanzi gialli di Dickens, Stevenson o Conrad, che si ispireranno proprio alla sua figura per creare i loro personaggi immaginari.
Le conclusioni del detective, però, non saranno accettate: solo in un secondo momento e dopo anni - che vedranno pagine di quotidiani e fantomatiche giurie popolari affannate attorno ad un caso - si riveleranno esatte.

L’analisi del caso

Leggere questo libro significa scorrere la storia di un’epoca, oltre che quella di un omicidio: dai continui riferimenti letterari alla narrativa vittoriana - a dimostrare di come una parte essenziale della scuola gialla inglese affondi le sue radici proprio in questo caso di cronaca - alla recente invenzione della figura del detective - un poliziotto in borghese, ancora poco conosciuto dall’opinione pubblica e che, proprio grazie alle prime pagine del giornali che per anni si interrogarono morbosamente sul reale assassino del bimbo, fu dipinto ora come un eroe ora come un intruso nelle mura domestiche della ricca casa borghese, terrorizzata dallo scandalo. Ma la scrittrice offre anche una visione interna del delitto, attraverso la presentazione di uno scritto di pugno dell’assassino, ritrovato decenni dopo e che lascia poco all’immaginazione e molto alla pietà.
La riflessione finale della scrittrice, attenta e sensibile alla vicenda umana, lascia il solito retrogusto amaro di chi non può intervenire in alcun modo sugli esiti della vicenda: «.. immagine che ci restituisce il bambino in vita, un bambino che si sveglia e di colpo si vede perduto. Quando ho letto queste parole mi sono ricordata, con un sussulto, che Saville è esistito davvero, che era vivo e vegeto. Nel dipanare la matassa di questo delitto me ne ero come dimenticata».

Articolo tratto da Ripensandoci

martedì 19 gennaio 2010

il piccolo principe


Gli incontri che arricchiscono la vita

di Gianluca Matarrelli

«Ecco il mio segreto. È molto semplice:
non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi»


“Il Piccolo Principe”, il più famoso libro di Antoine de Saint-Exupéry, continua a emozionare i lettori di tutte le età per la sua poetica semplicità e per la profondità dei suoi contenuti. Tra le pagine più famose, spiccano senza dubbio quelle che descrivono l’incontro tra il protagonista e una volpe selvatica. Il lettore è indotto a riflettere sul valore e sull’importanza dell’amicizia e dell’amore, che sono il sale dell’esistenza umana.
La nostra vita acquisisce sapore solo quando c’è qualcuno che la arricchisce con le sue premure, la sua presenza, con “riti” quotidiani che pian piano ci “addomesticano” fino a che non possiamo più fare a meno dell’altro. Una condizione, quest’ultima, che è gioia e tormento allo stesso tempo.

L’incontro tra i due personaggi

Il piccolo principe, trovandosi su un pianeta completamente diverso da quello d’origine, è triste e solo. Ha assolutamente bisogno di amici e pensa di poterne trovare tra gli uomini. Incontra una volpe, a cui chiede subito di giocare. L’animale rifiuta la sua proposta perché non è addomesticata. Anche la volpe, però, ha bisogno di legarsi a qualcuno e, per questo motivo, chiede al Piccolo Principe di addomesticarla. Il protagonista accetta e riesce a creare un legame di amicizia con l’animale seguendo i consigli dello stesso.
I due rimangono insieme fino al giorno della partenza del Piccolo Principe. La volpe è triste, ma non è pentita di essere stata addomesticata, perché, grazie all’amicizia, la sua vita, un tempo monotona, adesso ha un nuovo senso e cose che un tempo per lei non avevano alcun valore, come il colore del grano, adesso hanno acquisito un significato perché le ricorderanno per sempre il suo amico. Anche la vita del Piccolo Principe è più ricca: non solo egli ha trovato una nuova amica, ma ha anche compreso che i legami affettivi rendono gli esseri viventi unici e ha capito il valore inestimabile della sua amica lontana, la sua rosa.
Ci sono tante volpi, tante rose, ma una sola è la volpe importante per lui, una sola la rosa che gli sta a cuore.

Cosa vuol dire “addomesticare” qualcuno
«“Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami’...”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”».
Per addomesticare qualcuno, non bisogna essere frettolosi. Sono necessarie molta pazienza e molta attenzione all’altro. Conviene dosare le parole, che spesso «sono una fonte di malintesi». Ed è utile creare dei “riti”, ossia appuntamenti, consuetudini, ricorrenze fisse, in modo tale che chi ne beneficia non ne possa fare più a meno. Addomesticare significa creare dei legami per la vita. «Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato».

Approfondimenti
Per saperne di più

- Antoine de Saint-Exupéry - Biografia.

- Il piccolo principe: cap. 21.

Questo articolo è tratto da Ripensandoci

martedì 15 dicembre 2009

“Longitudine”



Un libro e una fiction raccontano una storica impresa della scienza

di Sergio D’Amico

Oggi, se vogliamo sapere dove ci troviamo, abbiamo i GPS, che ci rispondono subito, con un errore massimo di pochi metri. La cosa ci appare semplice. Ma non è sempre stato così. Fino a pochi secoli fa, soprattutto in mare, ci si poteva perdere, e rischiare di morire per inedia, o naufragando contro gli scogli.


Per questo motivo, nel 1714, il Parlamento britannico istituì un premio di 20mila sterline (10 milioni di euro attuali) per chi avesse scoperto come determinare la longitudine di una nave nell’oceano. Questo fondamentale evento nella storia della scienza e della navigazione è divenuto recentemente oggetto di un romanzo di successo e di uno sceneggiato televisivo.

Un arduo dilemma

Nel diciassettesimo secolo, con l’incremento progressivo dei viaggi oceanici, si pose, con drammatica urgenza, la questione di come determinare, con semplicità e sicurezza, la posizione di una nave in qualunque luogo sulla superficie terrestre. Tale problema, che consisteva nel determinare le due coordinate geografiche, latitudine e longitudine, presentava differenti gradi di difficoltà. Infatti, mentre per determinare la latitudine (la distanza dall’Equatore) bastava misurare l’altezza del Sole sull’orizzonte, conoscendo la data, per definire la longitudine (la distanza dal meridiano di riferimento, cioè la linea che unisce il Polo Nord con quello Sud, perpendicolare all’Equatore) non esisteva un metodo così elementare.

Due possibili soluzioni

Famosi astronomi, come Galileo, Cassini, Huygens, Newton e Halley, avevano cercato invano una soluzione, pensando che questa potesse risiedere nella misura delle posizioni dei corpi celesti, come la Luna, le stelle e i satelliti di Giove. Tuttavia, fu un orologiaio autodidatta, l’inglese John Harrison, stimolato dall’ingente premio in palio, a realizzare un cronometro, in grado di segnare sempre l’ora esatta, anche in presenza dei continui movimenti di una nave in alto mare. Di conseguenza, bastava che ogni nave fosse equipaggiata con un cronometro, regolato sull’ora del meridiano di Greenwich: un semplice confronto con l’ora locale avrebbe istantaneamente fornito la longitudine della nave.

Due grandi attori per due vicende umane

Nel 1999, la storica della scienza Dava Sobel pubblicò il romanzo “Longitude” (“Longitudine”, tr. it.), dove narrò la storia avventurosa dei quarant’anni di sforzi che furono necessari a Harrison non solo per costruire e perfezionare quel cronometro, ma per persuadere la comunità scientifica dell’efficacia del suo metodo. Visto il successo del libro, l’anno successivo la BBC realizzò una fiction, dove sono raccontate parallelamente le vicende umane e professionali di Harrison (interpretato da Michael Gambon) e di Rupert Gould (Jeremy Irons); colui che, due secoli più tardi, restaurò il cronometro originale. In entrambi i casi, va riconosciuto il merito di essere riusciti a prendere un argomento, di per sé ostico e specialistico, come soggetto per un’impresa narrativa; ottenendo un risultato sostanzialmente gradevole.

Approfondimenti

Bibliografia

- M. Cavedon, “Astronomia e navigazione”, in “Astronomia, alla scoperta del cielo”, vol. 5 Armando Curcio Editore, 1982.
- D. Sobel, “Longitudine”, BUR, Collana “La Scala”, 1999.

Sitografia
- Longitude, in The Internet Movie Database.
Pubblicato da Ripensandoci